
SANTA MARIA CAPUA VETERE. Un’operazione di ampio respiro condotta dalla Squadra Mobile di Caserta ha portato all’esecuzione di numerose misure cautelari nel territorio di Santa Maria Capua Vetere, colpendo un gruppo criminale radicato nel rione popolare ex IACP. I provvedimenti, disposti dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della Procura per i Minorenni, riguardano complessivamente diciassette persone, tra cui tre minorenni, a cui si aggiungono altri due soggetti arrestati in flagranza durante le perquisizioni.
Le accuse contestate sono di estrema gravità e delineano un sistema criminale strutturato: associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsioni, omicidio e tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, uso illecito di telefoni in carcere, oltre a una fitta rete di favoreggiamento. Tutti i reati sono aggravati dalle modalità tipiche della criminalità organizzata di tipo camorristico, fondate su intimidazione, controllo del territorio e omertà.
La guerra interna per il controllo dello spaccio
Le indagini hanno ricostruito una fase di forte instabilità interna al gruppo, esplosa tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Una frattura tra affiliati avrebbe dato origine a una vera e propria faida per il predominio delle piazze di spaccio, culminata in episodi di violenza armata. In questo contesto si inseriscono una “stesa” avvenuta nell’ottobre 2023, un tentato omicidio e, soprattutto, l’uccisione di Emanuele Nebbia.
L’omicidio di Capodanno e il ruolo degli indagati
Emanuele Nebbia, 26 anni, è stato assassinato nella notte di Capodanno del 2024 con un colpo di pistola alla testa, esploso mentre stava festeggiando l’arrivo del nuovo anno. Per gli investigatori si è trattato di un’esecuzione pianificata, maturata all’interno dello scontro tra gruppi criminali. Secondo l’impianto accusatorio, l’esecutore materiale sarebbe Vincenzo Santone, affiancato da Luigi Martucci e Nicola Marino, che avrebbero fornito supporto logistico e favorito la fuga, occupandosi anche di far sparire l’arma.
Il movente sarebbe legato al tentativo di Nebbia di rendersi autonomo nella gestione dello spaccio, sottraendosi alle direttive del gruppo dominante. Un’iniziativa che, secondo gli inquirenti, avrebbe segnato la sua condanna. Particolarmente inquietante il dettaglio della presenza, sulla scena del delitto, di un minorenne all’epoca dei fatti.
Intimidazioni, controllo sociale e coinvolgimento dei minori
Dopo l’omicidio, il sodalizio avrebbe consolidato il proprio potere nel rione, imponendo regole, prezzi e fornitori, sostenendo economicamente detenuti e familiari, esercitando il controllo sulle abitazioni popolari e contando su una rete estesa di fiancheggiatori. Un ruolo centrale sarebbe stato affidato anche ai minorenni, utilizzati come manovalanza per lo spaccio, ritenuti più “utili” perché meno esposti a conseguenze penali severe.
In questo scenario si colloca anche l’episodio del maggio 2024, quando un colpo d’arma da fuoco venne esploso contro l’abitazione di un pusher che si era rifiutato di sottostare alle imposizioni del gruppo. Solo il caso evitò un nuovo omicidio.
Un quadro mafioso sotto la lente degli inquirenti
Per gli investigatori, quanto emerso restituisce l’immagine di un’organizzazione con caratteristiche pienamente mafiose, capace di gestire traffici, eliminare i rivali e coinvolgere anche giovanissimi in una spirale criminale sempre più precoce e violenta. Un segnale allarmante che conferma come il reclutamento dei minori rappresenti oggi uno dei fronti più critici nella lotta alla criminalità organizzata.
I destinatari delle misure cautelari
Assunta Buompane, 23 anni, di Santa Maria Capua Vetere, residente a San Prisco
Cristian Buompane, 42 anni, di Santa Maria Capua Vetere, già detenuto
Elena Buompane, 21 anni
Giulia Buompane, 23 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Maria Busiello, 30 anni, nata a Napoli
Paola Capitella, 43 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Salvatore Capitella, detto ’o bobb, 72 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Giovanni Cestrone, 30 anni, di Santa Maria Capua Vetere, detenuto
Maria Cristillo, detta ’a mucella, 48 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Aniello Di Biase, 40 anni, di Mugnano, già agli arresti domiciliari
Pasquale Giovanni Fabbozzi, 39 anni, di Santa Maria Capua Vetere
Maurizio Grieco, 57 anni, di Capua
Luciano Ivone, 26 anni, di Napoli
Migen Kreka, 36 anni, di nazionalità albanese, già ai domiciliari a Riardo
Salvatore Lazzaro, detto Lulù, 32 anni, detenuto dal 25 novembre 2021 a Poggioreale
Nicola Marino, 21 anni, di Santa Maria Capua Vetere, già detenuto dal 21 ottobre 2024 nel carcere sammaritano

