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Sanità sotto pressione nel Casertano: Zannini indagato, il nodo delle dimissioni di Iodice

 

MONDRAGONE/SANTA MARIA CAPUA VETERE. La Procura ha acceso un faro su una complessa vicenda che intreccia politica e sanità in provincia di Caserta. Al centro dell’inchiesta c’è Giovanni Zannini, consigliere regionale, attualmente indagato per presunte condotte di abuso e indebite interferenze nella gestione dell’ASL di Caserta.

Secondo quanto emerge dagli atti, Zannini avrebbe esercitato pressioni reiterate sui vertici sanitari, arrivando a incidere sulle scelte organizzative e sulle nomine interne. Tra i passaggi chiave dell’indagine figura come vittima il ruolo di Vincenzo Iodice, direttore sanitario dell’ASL, nominato nell’agosto 2022 e successivamente dimessosi dall’incarico nel settembre 2023.

Gli inquirenti ricostruiscono una serie di episodi in cui Iodice si sarebbe opposto alle richieste del consigliere regionale, ritenute non conformi alle procedure amministrative. Tra queste, il rifiuto di collocare una persona di fiducia di Zannini in una posizione strategica all’interno della Direzione sanitaria e la mancata accettazione di indicazioni su specifiche nomine, come quella relativa all’area di Neuropsichiatria Infantile.

Dalle carte emerge inoltre che Zannini avrebbe sollecitato incontri riservati, anche fuori dagli uffici dell’ASL, manifestando insofferenza per le comunicazioni formali e lasciando intendere l’intervento della politica sui vertici dell’azienda sanitaria. In questo contesto, Iodice avrebbe espresso più volte il proprio disagio, fino a maturare la decisione di lasciare l’incarico.

Un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda anche l’invito rivolto a Iodice ad accettare il ruolo di direttore sanitario presso l’Ospedale San Pio, alternativa che si sarebbe accompagnata alla richiesta di dimissioni dall’ASL casertana.

Le dimissioni di Iodice, formalizzate tra il 19 e il 26 settembre 2023, rappresentano uno snodo decisivo dell’indagine, che ora punta a chiarire se le condotte contestate a Zannini abbiano configurato un uso distorto del ruolo istituzionale e un’ingerenza indebita nell’amministrazione della sanità pubblica.

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