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Violenze tra ex coniugi, marito salvato dalle chat

CASAL DI PRINCIPE. Si è concluso con un decreto di non luogo a procedere il procedimento penale a carico di A.A., residente a Casal di Principe, che era finito sotto accusa per presunti maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex coniuge. La decisione è stata assunta dal Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Napoli Nord, con sede ad Aversa.

All’uomo veniva contestata una lunga serie di comportamenti ritenuti persecutori e violenti, collocati temporalmente tra il 2017 e il 2021. Le accuse facevano riferimento a minacce, offese reiterate, episodi di aggressione fisica e condotte tali da integrare – secondo l’impostazione iniziale dell’accusa – il reato di maltrattamenti in ambito familiare.

Nel corso dell’udienza preliminare, la difesa, rappresentata dall’avvocato Achille D’Angerio, ha depositato una memoria articolata nella quale ha richiamato l’orientamento più recente della Corte di Cassazione in materia. In particolare, è stata evidenziata l’assenza di uno degli elementi ritenuti indispensabili per la configurazione del reato: la convivenza stabile e continuativa tra le parti. Secondo quanto sostenuto, nel periodo oggetto di contestazione i due ex coniugi vivevano già separati e non condividevano più la stessa abitazione.

La difesa ha inoltre prodotto documentazione, tra cui conversazioni estratte da chat, per escludere l’esistenza di un rapporto di soggezione unilaterale, rappresentando invece una situazione di conflittualità reciproca. È stata anche sottolineata la carenza di riscontri oggettivi idonei a sostenere le accuse formulate.

Nel fascicolo è confluita anche una richiesta di risarcimento del danno in favore della persona offesa, accompagnata da remissione di querela. Pur trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio, tale iniziativa è stata valutata nel complessivo percorso processuale. Alla luce di tutti gli elementi esaminati, il giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti giuridici del reato contestato, disponendo il non luogo a procedere e chiudendo così definitivamente il procedimento penale.

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