CASAL DI PRINCIPE. Per i giudici non è emersa alcuna prova di accordi illeciti né di collegamenti con il clan dei Casalesi nella gestione degli appalti pubblici del Comune di Battipaglia. Il Tribunale di Salerno ha assolto in primo grado l’ex sindaco Giovanni Santomauro e altri 17 imputati, tra dirigenti comunali e imprenditori, chiamati a rispondere a vario titolo di gravi reati.
Sono così venute meno tutte le contestazioni principali: corruzione aggravata, abuso d’ufficio, turbativa d’asta, concussione e intestazione fittizia di beni. Il collegio giudicante ha inoltre escluso l’aggravante del metodo mafioso, elemento che all’epoca dei fatti aveva portato allo scioglimento e al successivo commissariamento del Comune di Battipaglia.
Per quanto riguarda la posizione dell’ex primo cittadino, i giudici hanno ritenuto infondate anche le accuse di concussione sessuale ai danni di due donne, uno dei capitoli più delicati dell’inchiesta. La pubblica accusa aveva chiesto per Santomauro una condanna a nove anni di reclusione, richiesta che non ha trovato accoglimento nella sentenza di primo grado.
L’indagine risale al maggio del 2013, quando Santomauro fu arrestato nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. L’attenzione investigativa si era concentrata su una serie di appalti banditi dal Comune, che secondo l’impostazione accusatoria sarebbero stati assegnati a imprese ritenute vicine al clan dei Casalesi.
L’inchiesta aveva preso le mosse dalla denuncia di un dipendente comunale e aveva riguardato diversi interventi di lavori pubblici, tra cui il completamento della casa comunale e la messa in sicurezza della strada di collegamento tra via Don Minzoni e via Belvedere. Opere che, nel loro complesso, superavano i cinque milioni di euro di valore.

