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Furbetti del cartellino in Comune, processo si spacca tra abbreviati e messe in prova

 

AVERSA. Entra nel vivo il procedimento giudiziario che coinvolge i cosiddetti furbetti del cartellino del Comune di Aversa. Si tratta di dipendenti e funzionari comunali finiti sotto accusa per presunti episodi di assenteismo, legati alla timbratura del badge di ingresso senza la reale presenza sul posto di lavoro. Secondo gli investigatori, alcuni di loro avrebbero lasciato gli uffici poco dopo l’ingresso o sarebbero arrivati con notevole ritardo, facendo emergere un presunto sistema di favori e timbrature di comodo.

Nel corso dell’udienza, due imputati – Francesca Cinquegrana e Raffaele Maddalena – assistiti rispettivamente dagli avvocati Ferdinando Trasacco e Mario Griffo, hanno deciso di affrontare il processo con il rito abbreviato. Questa procedura prevede che il giudizio si svolga sulla base degli atti già acquisiti dall’accusa, senza la fase dibattimentale. In caso di condanna, la legge riconosce una riduzione della pena pari a un terzo.

Altri sei dipendenti coinvolti hanno invece avanzato istanza di messa alla prova, uno strumento che consente, al ricorrere di determinati presupposti, l’estinzione del reato al termine di un percorso stabilito dal giudice. Per gli altri imputati si procederà con il rito ordinario. Il GUP ha fissato al 15 aprile la data in cui verranno valutate tutte le richieste e stabilite le eventuali ammissioni ai diversi istituti processuali.

Nel frattempo, è stata accolta la richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Aversa, che si è formalmente inserito nel procedimento penale che coinvolge 22 dipendenti comunali accusati di assenteismo. Tra i nomi finiti nell’inchiesta figurano, oltre ai già citati, anche Paolo Ruscigno, Michele Sabia, i dirigenti Giovanni Gangi e Raffaele Serpico, oltre a numerosi altri funzionari e impiegati dell’ente.

L’indagine avrebbe preso avvio proprio dalle abitudini lavorative di Ruscigno, che in più occasioni si sarebbe presentato in ufficio a tarda mattinata. Circostanza che ha spinto la Guardia di Finanza ad avviare un’attività di monitoraggio, installando telecamere all’interno del municipio. Le immagini raccolte avrebbero documentato un sistema consolidato di allontanamenti durante l’orario di servizio, con colleghi pronti a garantire la timbratura dei badge in assenza dei diretti interessati.

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