
CASERTA/SANTA MARIA CAPUA VETERE. Dal carcere agli arresti domiciliari. È questa la decisione assunta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Rosaria Dello Stritto, nei confronti di Gaetano Cristiano, arrestato nelle scorse settimane dai carabinieri con le accuse di usura aggravata ed estorsione.
L’uomo, originario di Santa Maria Capua Vetere, era stato fermato in flagranza di reato per presunte condotte illecite ai danni del titolare di un noto risto-pub attività con sedi operative sia nel capoluogo Caserta sia a Santa Maria Capua Vetere. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le richieste di denaro sarebbero state reiterate nel tempo e accompagnate da pressioni tali da configurare il reato di estorsione.
L’arresto risale al 15 novembre scorso ed era stato eseguito nei pressi di un altro ristorante riconducibile alla stessa famiglia, situato nel territorio sammaritano. Il provvedimento era stato immediatamente convalidato dal gip, che aveva disposto la custodia cautelare in carcere.
Un passaggio decisivo dell’indagine si è avuto lo scorso 30 dicembre, quando Gaetano Cristiano è stato sottoposto a interrogatorio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Davanti al pubblico ministero Turco, l’indagato – assistito dall’avvocato Romolo Vignola – ha fornito la propria versione dei fatti, chiarendo diversi aspetti della vicenda e mettendo a disposizione elementi ritenuti rilevanti per la ricostruzione dell’intero quadro accusatorio.
Alla luce delle dichiarazioni rese e delle valutazioni complessive sulla misura cautelare, il gip ha ritenuto adeguata la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari, ritenendo attenuate le esigenze cautelari che avevano giustificato inizialmente la detenzione in istituto penitenziario.
L’inchiesta resta comunque aperta e prosegue sotto il coordinamento della Procura.

