
Caserta. La Copagri Campania accende i riflettori su una contraddizione sempre più evidente nel comparto bufalino: mentre la Mozzarella di Bufala Campana DOP continua a crescere nei volumi produttivi e nelle vendite, soprattutto sui mercati esteri, gli allevamenti che producono il latte rischiano la chiusura. Un paradosso che mette in discussione la tenuta stessa di una delle filiere simbolo dell’agroalimentare italiano.
I dati del 2025 confermano un trend positivo per il prodotto finale: la mozzarella di bufala è sempre più richiesta, rafforzando la propria presenza nella grande distribuzione e nell’export. Tuttavia, questo successo commerciale non si riflette sui redditi degli allevatori. Il prezzo del latte di bufala riconosciuto alla stalla è spesso al di sotto dei costi di produzione, in un contesto segnato dall’aumento delle spese energetiche, dei mangimi e dei costi di gestione sanitaria.
Secondo Copagri Campania, il nodo centrale è rappresentato da una filiera squilibrata, dove il valore si concentra negli anelli finali e si disperde alla base. Una situazione che alimenta tensioni e sospetti, soprattutto in assenza di controlli stringenti e continuativi. Proprio per questo l’organizzazione chiede un rafforzamento immediato dei controlli antifrode lungo tutta la filiera, dalla stalla al banco vendita.
L’attenzione deve essere massima su tracciabilità ed etichettatura: ogni litro di latte di bufala deve essere identificabile senza zone d’ombra, così come ogni mozzarella deve riportare in modo chiaro origine e processo produttivo. Un tema particolarmente delicato riguarda l’utilizzo di latte e semilavorati esteri, che – se non gestiti con assoluta trasparenza – rischiano di generare concorrenza sleale e di compromettere la fiducia dei consumatori.
A lanciare l’allarme è anche Ciardiello, rappresentante di Copagri Campania, che parla apertamente di una filiera “destinata a implodere” se non si interviene su due fronti: prezzi equi per il latte e controlli rigorosi. L’appello è rivolto al Ministero della Sovranità Alimentare e all’ICQRF, affinché intensifichino le verifiche, ma anche agli allevatori, invitati a denunciare pratiche commerciali scorrette.
Difendere la Mozzarella di Bufala Campana, sottolinea Copagri, significa innanzitutto difendere chi produce il latte. Senza allevatori non c’è filiera, non c’è qualità e non c’è futuro per una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy.

