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Banda dei furti d’auto negli ospedali, derubati 56 tra pazienti e operatori: 8 arresti

NOLA. Colpivano in silenzio, scegliendo luoghi sensibili e approfittando di momenti di particolare fragilità delle vittime. È il quadro che emerge dall’inchiesta che ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti parte di un’organizzazione criminale specializzata nel furto di autovetture e nelle estorsioni legate alla loro restituzione.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, che hanno dato esecuzione ai provvedimenti emessi dal Gip del Tribunale di Nola su richiesta della Procura. Il bilancio è di quattro persone finite in carcere e quattro sottoposte alla misura degli arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo agiva con una struttura stabile e ruoli ben definiti. Dopo aver individuato le auto da rubare, prevalentemente parcheggiate nei pressi di strutture sanitarie, i veicoli venivano sottratti in pochi minuti. A quel punto scattava la seconda fase: il contatto con il proprietario, al quale veniva proposta la restituzione dell’auto dietro il pagamento di una somma di denaro.

Le indagini hanno consentito di attribuire all’associazione almeno 56 furti di autovetture, oltre a sei episodi di “cavallo di ritorno”, di cui tre effettivamente portati a termine e tre tentati. In quattro circostanze i militari dell’Arma sono intervenuti in flagranza, arrestando i responsabili mentre erano intenti a portare a termine i furti.

Nel corso delle attività investigative sono stati recuperati sette veicoli, alcuni dei quali già alterati con targhe clonate per rendere più difficile la tracciabilità. È emerso anche il coinvolgimento di officine meccaniche ritenute compiacenti, che avrebbero svolto un ruolo chiave nel riciclaggio delle auto rubate o nello smontaggio delle stesse per la vendita dei pezzi sul mercato illecito.

Uno degli aspetti più gravi dell’intera vicenda riguarda la scelta dei luoghi colpiti. Molti furti avvenivano nei pressi dell’ospedale di Nola e di una clinica situata a Ottaviano. In diversi casi, le vittime erano pazienti o familiari costretti a lunghe attese per cure e ricoveri. Una condizione che rendeva il danno subito ancora più pesante, sia sul piano economico che umano.

L’operazione rappresenta un intervento deciso contro una forma di criminalità particolarmente odiosa, perché basata sul ricatto e sull’approfittarsi delle difficoltà altrui. Gli investigatori, però, non escludono che il numero degli episodi possa essere più ampio: le indagini proseguono per verificare ulteriori responsabilità e accertare eventuali collegamenti con altre realtà criminali attive sul territorio.

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