
San Felice a Cancello. Purtroppo, continuano i disagi e i problemi allo Psaut di San Felice a Cancello, struttura ospedaliera che già in passato si è ritrovata ad affrontare diverse emergenze.
A causa della mancanza di organico nella struttura, i diversi operatori sanitari si vedono obbligati a compiere mansioni che non spettano loro. Per esempio, si sono visti costretti a svolgere le mansioni del necroforo, la figura professionale che si occupa di gestire i defunti e le operazioni funebri, dato che tale figura non è presente nella struttura e non c’è nemmeno la sala mortuaria. Quindi i corpi delle persone che purtroppo muoiono, devono essere portate in un’altra struttura come l’Hospice che si torva distante dallo Psaut. Ciò ha costretto gli infermieri e medici a compiere mansioni che non competono loro, costringendoli di fatto a lasciare le loro postazioni e a non svolgere le loro attività.
Alcune settimane fa, ad esempio, una paziente che era arrivata al Psaut in gravi condizioni, sfortunatamente, nonostante gli sforzi del personale, non ce l’ha fatta. Sono state eseguite tutte le procedure di emergenza previste, ma alla fine non c’è stato nulla da fare e i sanitari hanno dovuto dichiarare il decesso.
Oltre a tale tragedia, il personale si è trovato in difficoltà perché la salma di tale paziente doveva essere trasportata nella sala mortuaria, ma non c’era, appunto, così come non c’era il necroforo e quindi è stata portata all’Hospice. Costringendo di fatti il personale ad allontanarsi dalle loro postazioni lasciate quindi scoperte.
Una situazione paradossale e per questo gli operatori si sono rivolti all’Asl, che però non hanno ancora inviato una direttiva, e nemmeno il Responsabile del distretto 12 si è ancora mosso.
In tutto questo, il responsabile uscente doveva occuparsi di tale situazione, ma non lo ha mai fatto. E oltre a ciò, c’è anche la questione della sicurezza. Ad esempio, dei familiari, in preda al dolore e alla disperazione per la morte dei loro cari, hanno perso il controllo lasciandosi andare in atti di violenza, arrivando a dare pugni anche alle porte e minacciando i presenti.
Gli operatori hanno dovuto chiamare le forze dell’ordine come i carabinieri per evitare che le situazioni degenerassero. Oltre a ciò, non c’è ancora un sistema di videosorveglianza né un servizio di Guardia Armata. E il personale continua ad essere sotto organica dato che da 2 anni non viene reclutato altro personale.
Di conseguenza mancano infermieri, Oss e medici, costringendo il personale attuale a turni massacranti cosa che non solo va a loro svantaggio, ma ne risentono anche i pazienti, perché giustamente, gli operatori non riescono ad assistere tutti nel modo giusto a causa di tale situazione, tanto che in quasi la metà dei turni vengono impiegate due unità, un medico e un infermiere senza Oss.

