
Villa Literno. La Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria che vede coinvolta la Gruppo Immobiliare LG Srl, ritenuta strumentale a un’operazione di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte riconducibile a Biagio Rullo, imprenditore originario dell’agro aversano. I giudici della Prima Sezione hanno dichiarato infondato il ricorso presentato dalla società, confermando la confisca degli immobili già disposta in precedenza.
La Suprema Corte si è pronunciata contro l’ordinanza del gip del Tribunale di Napoli Nord, che in qualità di giudice dell’esecuzione aveva respinto la richiesta di revoca della misura patrimoniale. Al centro della decisione, la ritenuta natura fittizia della cessione delle quote societarie e degli immobili, formalmente intestati alla moglie dell’imputato, Carmela Liguori, e alla nipote Anna Rullo.
Secondo quanto emerso, Biagio Rullo, già titolare di una partecipazione nella società, avrebbe trasferito le proprie quote alla nipote, mantenendo però la piena disponibilità dei beni. Un’operazione che i giudici hanno definito “a circuito chiuso”, finalizzata a sottrarre il patrimonio alle pretese del Fisco e a schermarlo dai debiti tributari, successivamente confluiti nel fallimento.
Nel corso dell’incidente di esecuzione, la Gruppo Immobiliare LG Srl aveva richiamato una transazione sottoscritta con la curatela fallimentare, versando 100mila euro alla massa e ottenendo la rinuncia all’azione revocatoria sugli immobili. Elemento ritenuto tuttavia insufficiente a dimostrare la buona fede della società.
La difesa aveva sostenuto la congruità dei prezzi di acquisto e l’autonomia dell’ente rispetto alle condotte personali di Rullo. Ma per la Cassazione restano evidenti gli indici della simulazione: la cessione sarebbe stata solo apparente, con l’obiettivo di eludere gli obblighi fiscali e conservare il controllo effettivo dei beni. Da qui la conferma definitiva della confisca.

