
Castel Volturno. Si aggrava il quadro giudiziario legato alla violenta aggressione avvenuta a Castel Volturno lo scorso dicembre. A distanza di giorni dal decesso della donna di 33 anni, di origini nigeriane, la magistratura ha emesso una nuova ordinanza cautelare nei confronti dell’ex compagno, già in stato di fermo per i fatti iniziali.
La morte della vittima, sopraggiunta dopo un lungo periodo di agonia, ha infatti determinato una riqualificazione dell’accusa, ora ben più grave rispetto a quella contestata in un primo momento.
La donna era stata brutalmente colpita con un manico di scopa al termine di una lite, riportando ferite gravissime. Soccorsa e trasportata d’urgenza presso l’Ospedale Pineta Grande, era rimasta ricoverata in condizioni critiche per oltre due settimane. Nonostante i tentativi dei medici, il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino al decesso, avvenuto già da alcuni giorni.
Alla luce di questo esito, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto una nuova ordinanza nei confronti del 32enne connazionale della vittima. L’ipotesi di reato, inizialmente formulata come tentato omicidio, è stata ora trasformata in omicidio volontario aggravato, tenendo conto della relazione pregressa tra aggressore e vittima e della particolare violenza dell’azione.
Le indagini, condotte dalla Polizia di Stato, avevano già portato all’arresto dell’uomo poche ore dopo l’aggressione. Gli agenti, intervenuti a seguito di una segnalazione per una lite domestica, lo avevano trovato nell’abitazione con evidenti tracce di sangue sugli abiti e una ferita al polso.
Il nuovo provvedimento giudiziario segna un passaggio cruciale nell’inchiesta e riaccende l’attenzione su un caso che si inserisce nel drammatico contesto della violenza di genere. La comunità locale resta scossa da una vicenda che, ancora una volta, evidenzia le conseguenze estreme di rapporti segnati da violenza e sopraffazione.

