
Mondragone. È finito agli arresti domiciliari Federico Supino, imprenditore di Mondragone attivo nel settore del verde pubblico, arrestato dai carabinieri del Reparto Territoriale della città domiziana per detenzione illegale di un’arma da fuoco. L’uomo è noto alle cronache giudiziarie come una delle presunte vittime delle estorsioni riconducibili all’ex boss del clan Chiouvi, Francesco Tiberio La Torre.
L’operazione è scattata a seguito di una segnalazione che ha spinto i militari dell’Arma a eseguire una perquisizione presso l’abitazione del professionista, situata in via del Crocifisso. All’interno dell’immobile è stata rinvenuta una pistola, una revolver calibro 38 special, detenuta senza alcuna autorizzazione. Il ritrovamento dell’arma ha fatto immediatamente scattare le manette con l’accusa di detenzione illecita di arma da fuoco.
Supino, tuttavia, non è un nome nuovo nelle aule giudiziarie anche da vittima del clan. La sua figura emerge anche nel processo attualmente in corso davanti alla seconda sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Rosetta Stravino, che vede imputato l’ex boss mondragonese. Nel corso della sua deposizione, l’imprenditore ha raccontato dei rapporti intrattenuti con La Torre, arrivando ad ammettere di averlo ospitato durante un periodo di latitanza. Ha inoltre riferito di aver consegnato mille euro per conto del fratello Giovanni.
Proprio quest’ultimo, insieme ad altri imprenditori, risulta tra i soggetti che avrebbero subito richieste estorsive. Secondo quanto emerso in aula, gli sarebbero stati chiesti cinquemila euro. Dopo un iniziale rifiuto, avrebbe ricevuto un messaggio minatorio poi cancellato e mai acquisito agli atti. In un primo momento la presunta estorsione era stata negata, salvo poi essere confermata successivamente, portando all’intervento del fratello.
Un intervento che oggi, alla luce del ritrovamento dell’arma clandestina, è costato a Federico Supino l’arresto.

