
Succivo. Si sono svolti venerdì mattina, alle 11, nella Parrocchia della Trasfigurazione, i funerali di Angelo Massaro, il 23enne trovato senza vita lo scorso 29 dicembre nella zona dei depuratori di Succivo. Una cerimonia carica di dolore, ma anche di segni profondi d’amore, che hanno raccontato chi era Angelo più di qualsiasi parola: un ragazzo conosciuto e voluto bene da tutti, un bottaro appassionato, un figlio, un fratello, un amico.
La chiesa era gremita. In silenzio, la comunità si è stretta attorno alla famiglia, mentre gli amici hanno voluto rendergli omaggio portando botti e falci, strumenti che per Angelo non erano solo lavoro o tradizione, ma identità. Una botte personalizzata, con una dedica scritta per lui, è stata deposta come simbolo del legame che non si spezza. All’uscita, palloncini azzurri — il suo colore preferito — sono stati lasciati volare in cielo, accompagnati dalla presenza del Club Napoli Orta, a testimonianza di una passione vissuta con il cuore.
Il dolore corre veloce nelle parole lasciate in queste ore. C’è chi scrive: «Caro Angelo, ancora non ci possiamo credere, non eri un semplice bottaro, facevi parte della famiglia, un fratello, un amico di cuore, non ci dimenticheremo mai tutte le risate che ci hai fatto fare, sarai per sempre con noi Fratello caro, ci mancherai». E chi affida al cielo un pensiero intimo: «Grazie per la pace che, anche senza saperlo, hai saputo darmi. Restano i ricordi, le parole condivise, i sogni immaginati insieme… La tua assenza lascia un vuoto grande e un silenzio difficile da accettare».
C’è il ricordo di un sorriso che non si dimentica: «Ti ricorderò per sempre come il ragazzino vivace e spensierato seduto al banchetto di scuola di fianco a me». E l’amore familiare che parla senza filtri: «Sarai lì, tra le stelle… ed io qui giù, ti ricorderò per sempre con quel grande sorrisone dolce». Parole che raccontano un’umanità ferita ma unita, capace di trasformare il dolore in memoria viva.
Angelo è stato trovato morto in circostanze che fanno pensare a un gesto estremo. Un tema delicato, affrontato con rispetto, senza giudizi. Resta una certezza: la sua assenza pesa come un macigno, ma il suo ricordo continua a camminare nelle strade di Succivo, nei volti di chi lo ha amato, nel rumore delle botti che parlano di lui. Oggi la comunità piange, ma promette di non dimenticare.

