
SAN CIPRIANO D’AVERSA. È tornato in libertà lo scorso 30 dicembre, dopo aver scontato una lunga pena detentiva, Romolo Del Villano, figura nota agli investigatori per i suoi trascorsi criminali e per il legame familiare con Francesco Schiavone, detto Cicciariello, boss ergastolano del clan dei Casalesi. Dopo circa dieci anni di carcere, conclusi anche grazie ai benefici di legge e a una riduzione della pena legata alle condizioni di detenzione, Del Villano è rientrato stabilmente nel territorio dell’Agro aversano.
Un ritorno che non passa inosservato. Del Villano, in passato condannato per reati di stampo mafioso e per estorsione, era considerato un uomo di fiducia dell’ala del clan riconducibile agli Schiavone. Ora, a distanza di pochi giorni dalla scarcerazione, l’attenzione degli inquirenti resta alta, nella consapevolezza che ogni rientro di soggetti con un passato di questo peso rappresenta un momento delicato per gli equilibri criminali locali.
Il contesto, infatti, è profondamente mutato rispetto agli anni precedenti. Molti dei vertici storici risultano oggi detenuti, mentre altri, dopo brevi periodi di libertà, sono tornati in carcere. In questo scenario fluido, il timore è che figure di secondo piano possano tentare di ritagliarsi nuovi spazi o di riallacciare vecchi rapporti, approfittando dei vuoti lasciati ai livelli più alti.
Le recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno già evidenziato come, in più casi, ex detenuti con un passato mafioso abbiano cercato di rientrare in circuiti criminali subito dopo la scarcerazione, riprendendo contatti e attività illecite. Proprio per questo, anche le mosse di Del Villano vengono seguite con particolare attenzione.

