
CASAL DI PRINCIPE. L’Ufficio Territoriale del Governo di Caserta ha revocato l’interdittiva antimafia che colpiva la Società Semplice Agricola “F.lli Diana”, gestita dai fratelli Leopoldo, Pasquale e Carlo Diana. La Prefettura ha accolto la richiesta di aggiornamento della documentazione, ritenendo non più sussistenti gli elementi di rischio che avevano giustificato il precedente provvedimento.
L’interdizione era nata a seguito di un’inchiesta condotta dalla Squadra Mobile di Caserta: durante una perquisizione in un fondo agricolo di proprietà dei Diana, situato tra Castel Volturno e Cancello ed Arnone, gli agenti scoprirono un vero e proprio arsenale nascosto sotto terra — mitragliatrici, fucili, pistole, una granata da guerra e numerose munizioni.
Secondo le indagini, quelle armi erano riconducibili al clan dei Casalesi e sarebbero state occultate per ordine del boss Carlino Del Vecchio, cugino dei Diana. In primo grado, Del Vecchio è stato condannato a 12 anni di carcere, Pasquale Diana a 8 anni e 8 mesi, mentre Leopoldo e Carlo Diana hanno ricevuto rispettivamente 5 anni e 4 mesi di reclusione.

