
AGGIORNAMENTO. I pm hanno richiesto il carcere per: Nicola Ferraro, Ilario Aniello, Angelo Ciampi, Pietro Francesco Buonanno, Domenico Raimo, Carlo Cimmo, Vittorio Cimmo, Paolo Onofrio, Luigi Grimaldi, Antonio Moraca, Giuseppe Rubino, Felice Foresta, Antonio Montanino,Luigi Rea, Giuseppe Rea, Paolo Verolla, Verolla Paolo, Nicola Mottola. Arresti domiciliari per Virgilio Emanuele Pio Buonanno, Giuseppe Ilario, Vittorio Fuccio, Giuseppe Guida, Mauro Marchese, Eugenia Iemmino, Massimo Cirillo, Luigi Bosco, Vincenzo Agizza.
Divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione per 12 mesi per Roberto Fiocco,Barbare Fiocco. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e divieto di dimora per Pietropaolo Ferraiuolo;divieto di dimora in Campania per Anna Lanzuolo; divieto di dimora a napoli per Antonio Garofalo; divieto di dimora a Caserta per Amedeo Blasotti.
Il dominus Nicola Ferraro è stato arrestato a Santa Maria a Vico dove da qualche tempo aveva preso casa.
AGGIORNAMENTO. Arresti domiciliari per il sindaco Giuseppe Guida, riportato questa mattina a casa dai carabinieri di Arienzo dopo le procedure di rito. Ora scatterà la sospensione del prefetto ma chiaramente per conoscere il suo destino di amministratore si dovrà attendere il verdetto del tribunale del Riesame.
Arienzo. Un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha scosso all’alba la provincia di Caserta, portando all’esecuzione di numerose misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su presunti legami tra imprenditoria, politica e criminalità organizzata nella gestione di appalti pubblici.
Il provvedimento del Gip Marrone del Tribunale di Napoli arriva a oltre tre mesi e mezzo dalla richiesta avanzata dal pubblico ministero Maurizio Giordano e riguarda un presunto sistema di condizionamento politico-mafioso per l’assegnazione di gare nel settore dei rifiuti e nelle attività di sanificazione delle ASL di Caserta e Benevento.
Tra i nomi più rilevanti finiti nel mirino figurano Nicola Ferraro, imprenditore originario di Casal di Principe, già consigliere regionale e con precedenti condanne per reati di camorra, e l’imprenditore Ilario, titolare di una società attiva nei servizi ambientali. Secondo le accuse, la sua azienda avrebbe beneficiato di favoritismi negli appalti in diversi Comuni, ricambiando con tangenti e altre utilità destinate a esponenti politici e funzionari compiacenti.
Nel blitz è stato coinvolto anche il sindaco di Arienzo, Giuseppe Guida, arrestato questa mattina, il cui nome compare nell’elenco dei ventuno indagati. Non si conosce ancora la misura per il primo cittadino prelevato all’alba.
Non tutte le richieste della Dda, però, sono state accolte: il Gip ha respinto la misura cautelare per Luigi Bosco, ex consigliere regionale e attuale coordinatore campano di Azione, per il quale il pubblico ministero aveva proposto i domiciliari. Bosco resta dunque a piede libero.
Le indagini, seguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, puntano ora a ricostruire l’intero schema corruttivo e i flussi economici che avrebbero alimentato un circuito illecito capace di condizionare settori chiave della pubblica amministrazione locale.

