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Appalti e mazzette, le ordinanze sono 17: così decidevano la cifra. TUTTI I NOMI

ARIENZO. Maxi operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con l’esecuzione, nella mattinata di oggi, di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal GIP del Tribunale partenopeo. Coinvolte le province di Caserta, Napoli, Roma, Avellino e Benevento, dove i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione a provvedimenti restrittivi nei confronti di 17 persone, ritenute gravemente indiziate – a vario titolo – di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, istigazione alla corruzione, turbata libertà degli incanti, riciclaggio e autoriciclaggio. I nomi più pesanti sono quelli del sindaco di Arienzo Giuseppe Guida finito ai domiciliari e dell’imprenditore ed ex consigliere regionale Nicola Ferraro, originario di Casal di Principe e fulcro dell’inchiesta.

Il ruolo dell’imprenditore legato ai Casalesi

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le indagini hanno portato alla luce un articolato sistema illecito, riconducibile a un imprenditore già condannato per partecipazione esterna al clan dei Casalesi, in particolare come imprenditore di riferimento della fazione Schiavone-Bidognetti.

Dopo un lungo periodo di detenzione, dal 2022 e fino almeno alla fine del 2023, l’uomo avrebbe ripreso l’attività illecita che in passato gli era costata la condanna, infiltrandosi nuovamente nel tessuto delle pubbliche amministrazioni – dai Comuni alle aziende sanitarie – per orientare appalti e servizi a favore di imprenditori compiacenti.

Il meccanismo prevedeva il pagamento di una somma in denaro, calcolata in percentuale sull’importo dell’appalto ottenuto, come “compenso” per l’intervento corruttivo.

Rifiuti e sanificazioni, i settori chiave

Le attività investigative hanno evidenziato come il “sistema” si fosse concentrato in due settori di grande interesse per la criminalità organizzata: la raccolta dei rifiuti e le sanificazioni.

Nel primo caso, la rete corruttiva agiva a livello comunale per condizionare le gare e favorire imprese vicine al gruppo. Nel secondo, era attivo un vero e proprio “cartello di imprese” che partecipava alle gare con la certezza di una rotazione predeterminata tra le vincitrici. Spesso, il meccanismo veniva completato con subappalti concessi ad altre ditte interne al sistema.

Durante le indagini, è stato rinvenuto e sequestrato – a fine 2023 – circa 2 milioni di euro nascosti nell’abitazione di uno degli imprenditori del cartello. Denaro che, oltre a essere accumulato, veniva consegnato al dominus del gruppo tramite compiacenti intermediari.

Sono emersi anche rapporti con manager di aziende operanti nel settore delle pulizie e della fornitura di servizi in importanti strutture pubbliche.

Non tutte le richieste della DDA accolte dal GIP

La Procura ha precisato che i provvedimenti eseguiti riguardano misure disposte in fase di indagini preliminari e che i destinatari sono persone sottoposte a indagine e presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

È importante sottolineare che non tutte le richieste di misura cautelare formulate dalla DDA sono state accolte dal GIP. In alcuni casi le istanze di custodia cautelare in carcere sono state ridimensionate in arresti domiciliari o in misure meno afflittive.

Le misure cautelari richieste all’epoca

Non tutte le richieste di sono state accolte. Queste erano state le richieste all’epoca, in attesa di conoscere quali siano state eseguite per le singole posizioni.

Custodia cautelare in carcere: richiesta della DDA per Nicola Ferraro, Ilario Aniello, Angelo Ciampi, Pietro Francesco Buonanno, Domenico Raimo, Carlo Cimmo, Vittorio Cimmo, Paolo Onofrio, Luigi Grimaldi, Antonio Moraca, Giuseppe Rubino, Felice Foresta, Antonio Montanino, Luigi Rea, Giuseppe Rea, Paolo Verolla, Nicola Mottola.
Dalle misure eseguite, risulta Ferraro in carcere, mentre Luigi Bosco è a piede libero e Giuseppe Guida ai domiciliari.

Arresti domiciliari: Virgilio Emanuele Pio Buonanno, Giuseppe Ilario, Vittorio Fuccio, Giuseppe Guida, Mauro Marchese, Eugenia Iemmino, Massimo Cirillo, Luigi Bosco, Vincenzo Agizza.

Obbligo di presentazione alla PG e divieto di dimora: Pietropaolo Ferraiuolo.

Divieto di dimora in Campania: Anna Lanzuolo.

Divieto di dimora a Napoli: Antonio Garofalo.

Divieto di dimora a Caserta: Amedeo Blasotti.

 

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