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Doppio incendio nei terreni confiscati al clan dei Casalesi

SANTA MARIA LA FOSSA/CASAL DI PRINCIPE. Due incendi, avvenuti a poche ore di distanza, hanno colpito un terreno confiscato al clan dei Casalesi e oggi coltivato dalla cooperativa sociale Eureka – Vitematta a Santa Maria la Fossa. I soci hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri di Grazzanise.

Il primo episodio si è verificato mercoledì mattina, quando è stato notato un focolaio nei pressi dell’argine del fiume Volturno, in una zona isolata e priva di videosorveglianza. Le fiamme, che hanno interessato alcuni alberi da frutto, sono state rapidamente domate. Giovedì, però, un nuovo incendio è divampato in un’area opposta del terreno, lungo la strada di accesso, mettendo in pericolo abitazioni e aziende bufaline vicine. Sul posto sono intervenuti militari e forze di soccorso, evacuando precauzionalmente la zona.

Il presidente della cooperativa, Vincenzo Letizia, ha parlato di episodi “strani” e ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione, chiedendo che venga fatta piena chiarezza.

L’accaduto ha mobilitato Libera regionale e provinciale, il Comitato “Don Peppe Diana” e la rete delle cooperative sociali di Terra di Lavoro, che hanno espresso solidarietà e chiesto un incontro alla prefetta Lucia Volpe per affrontare i rischi di un possibile ritorno di logiche criminali nei territori strappati alla camorra.

Da luglio si tratta del terzo episodio simile: oltre a questo doppio incendio, in precedenza erano stati colpiti un vigneto a Casal di Principe, sempre gestito da Eureka, e un campo affidato alla cooperativa Terra Felix.

Anche l’ex sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, ha sollecitato la convocazione di un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, mentre gli europarlamentari del PD Lucia Annunziata, Antonio Decaro e Pina Picierno hanno annunciato una visita alla cooperativa. Solidarietà è arrivata anche dal magistrato Catello Maresca.

La posizione di Santillo sugli attentati

“Gli attentati intimidatori che hanno colpito negli ultimi giorni i terreni confiscati alla criminalità organizzata nel casertano rappresentano un atto di inaudita gravità. L’incendio al vigneto di Casal di Principe e i danni agli olivi e alle piante di susine a Santa Maria la Fossa costituiscono un attacco diretto alla legalità e al lavoro di riscatto sociale che questi presidi rappresentano. Questi beni, sottratti al clan dei Casalesi, incarnano la vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata e oggi vengono utilizzati per attività produttive e sociali che restituiscono dignità a terre troppo a lungo piegate dalla violenza della camorra” – lo ha dichiarato in una nota Agostino Santillo, parlamentare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della commissione ambiente alla Camera.

“Colpire questi simboli di rinascita significa tentare di riaffermare logiche di sopraffazione che credevamo superate. Esprimo la mia piena solidarietà a tutti coloro che operano quotidianamente su questi terreni, ai lavoratori e ai responsabili delle cooperative che con coraggio hanno scelto di investire il proprio futuro in questi luoghi di legalità. Il loro impegno rappresenta un baluardo fondamentale nella lotta contro ogni forma di illegalità. Ritengo necessario e urgente l’intervento del Prefetto di Caserta per intensificare le misure di vigilanza e protezione dei beni confiscati e al più presto convocato anche un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza dedicato alla tutela di questi presidi di legalità. Lo Stato non può permettere che il patrimonio sottratto alla criminalità organizzata diventi oggetto di ritorsioni. La legalità non si negozia e deve trovare una risposta ferma da parte delle istituzioni” – conclude il deputato casertano.

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