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Svolta per il fedelissimo dell’ex primula rossa: il nuovo verdetto

 

San Cipriano d’Aversa. Ridotta la condanna per Antonio Cerullo, 60 anni, soprannominato “’o putecar”, ritenuto da anni uno degli uomini più vicini ad Antonio Iovine, detto “’o ninno”, figura apicale del clan dei Casalesi. La decisione arriva dalla sesta sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta dal giudice Furio Cioffi.

La Corte ha accolto l’istanza presentata dal difensore di Cerullo, l’avvocato Ferdinando Letizia, volta a ottenere il riconoscimento della continuazione tra diverse condanne già definitive, tutte legate ad episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Grazie a questo riconoscimento, la pena è stata ricalcolata e significativamente ridotta.

Cerullo, sebbene non formalmente condannato per associazione mafiosa, è stato indicato in tre sentenze come soggetto di fiducia del boss Iovine, con un ruolo di gestione e coordinamento delle attività estorsive del clan. Secondo i giudici d’appello, tutte le condanne derivano da un’unica strategia criminale: quella di gestire, in nome e per conto del capoclan, il sistema di riscossione delle estorsioni, elemento cardine dell’organizzazione camorristica.

In virtù della decisione della Corte, la pena complessiva è stata ridotta da 17 anni e 8 mesi a 10 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a una multa di 2.400 euro. Una rimodulazione importante per uno degli esponenti storici del gruppo criminale attivo nel Casertano, che per anni ha mantenuto un ruolo chiave nell’apparato economico del clan.

Il provvedimento conferma l’importanza delle strategie difensive nelle fasi successive al giudizio definitivo, specialmente per soggetti coinvolti in dinamiche criminali di lungo corso.

 

 

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