
MARCIANISE. Era stato ritenuto colpevole in primo grado G.S., con una sentenza che disponeva la sospensione della patente per tre anni. I fatti risalgono al 2022, quando, a seguito di un incidente stradale, gli agenti della Polizia Stradale intervennero sul posto, accertando che l’uomo alla guida era lo stesso responsabile del sinistro.
Durante i controlli, fu effettuato l’alcol test, da cui emerse che il tasso alcolemico del conducente era superiore di circa tre volte al limite legale previsto dalla normativa vigente. Sulla base di tali risultati, si aprì il procedimento penale nei confronti dell’automobilista.
Al termine del primo giudizio, l’imputato fu condannato per guida in stato di ebbrezza con conseguente revoca della patente per un periodo di tre anni. Tuttavia, il legale dell’imputato, l’Avv. Salvatore Gionti, decise di impugnare la decisione presentando appello, sostenendo che la sentenza fosse viziata da irregolarità procedurali.
La Corte d’Appello di Napoli, dopo aver esaminato il ricorso, ha ritenuto fondate le eccezioni sollevate dalla difesa e ha proceduto all’annullamento della sentenza di primo grado. Secondo quanto emerso in aula, vi sarebbero stati errori di natura formale tali da compromettere la validità dell’intero procedimento.
La decisione della Corte ha comportato non solo la revoca della condanna, ma anche la cancellazione della sanzione accessoria relativa al ritiro della patente, restituendo così al soggetto la piena libertà di circolare alla guida.
Un caso che riaccende il dibattito sull’importanza del rispetto delle garanzie procedurali nei processi penali, anche nei casi che appaiono apparentemente chiari sotto il profilo probatorio.

