
Aversa. Due giovani donne, una di 23 anni originaria di Aversa e una di 20 anni proveniente da Portici, sono state arrestate per aver tentato di ingannare un uomo di 76 anni con uno stratagemma ben orchestrato. Fingendo di essere coinvolte in una vicenda legale complessa, hanno cercato di estorcere denaro alla vittima. Tuttavia, il loro piano è stato smascherato grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine. A difenderle l’avvocato Margherita Moscatiello.
Il metodo utilizzato dalle due ragazze prevedeva la collaborazione di un complice, il quale ha telefonato all’anziano fingendosi un avvocato. L’uomo ha ricevuto la falsa notizia che suo figlio era stato arrestato in seguito a un incidente stradale e che per evitare ulteriori complicazioni era necessario versare una somma di denaro. Preso dall’ansia e dalla paura, il pensionato si è recato presso uno sportello bancario per prelevare oltre mille euro. Tuttavia, mentre era ancora al telefono con il truffatore, ha avuto un sospetto e ha deciso di chiedere aiuto ai carabinieri presenti in un bar vicino.
I militari, resosi conto della situazione, hanno consigliato all’anziano di seguire le istruzioni ricevute e recarsi al luogo dell’appuntamento per la consegna del denaro. Una volta giunto sul posto, l’uomo è stato avvicinato da un veicolo con a bordo le due giovani, alle quali ha dato i soldi. Non appena il passaggio di denaro è avvenuto, i carabinieri sono intervenuti bloccando le due ragazze e arrestandole.
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, le indagate hanno spiegato di essere state attratte dalla prospettiva di un guadagno immediato, sostenendo di lavorare in condizioni precarie e senza un regolare contratto. Il giudice, ritenendo che le due giovani fossero solo un ingranaggio di un sistema criminale più ampio, ha accolto la richiesta della difesa di adottare misure meno restrittive. Sono stati disposti dunque i domiciliari.