
MARCIANISE. L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia si concentra su una lista ristretta di imprenditori sospettati di aver avuto rapporti economici con il clan Belforte. Questa nuova pista investigativa nasce dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Giovanni Buonanno, noto come “Gnucchino jr”, ex esponente del gruppo criminale.
Secondo le rivelazioni di Buonanno, la rete di imprenditori coinvolti avrebbe avuto un ruolo cruciale nel riciclaggio di ingenti somme di denaro provenienti dalle attività illecite del clan. E ci sarebbero diversi settori. Tra i nomi finiti sotto la lente della Dda spicca quello di un costruttore che, nel corso degli anni, avrebbe raccolto centinaia di migliaia di euro dalle famiglie dei capi del clan, Domenico e Salvatore Belforte, e da altri affiliati legati alla fazione dei Mazzacane. Questo imprenditore, secondo quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia, avrebbe favorito la costruzione di immobili anche al di fuori della provincia, facilitando l’espansione economica dell’organizzazione criminale. Ma ci sarebbero anche operatori economici legati ad altre sfere economiche, dalla distribuzione al commercio.
Il punto di partenza: gli investimenti
Le indagini della Dda non partono da zero: già in passato, altri collaboratori avevano indicato la presenza di imprenditori considerati “espressione” dei Belforte, ovvero soggetti che avrebbero gestito affari e appalti in nome e per conto del clan. Il costruttore in questione, infatti, era stato già menzionato in precedenti inchieste come elemento chiave di un presunto sistema corruttivo che avrebbe coinvolto diversi enti locali. Le sue attività, sempre secondo le dichiarazioni, si sarebbero estese a più comuni, in particolare arrivando all’area dell’Appia.
La “zona grigia”
L’attuale inchiesta fornisce alla Dda nuovi elementi per chiarire il ruolo della cosiddetta “zona grigia”, ovvero quella rete di professionisti e imprenditori che, con il loro operato, hanno consentito alla mafia marcianisana di consolidare la propria influenza nel tessuto economico locale. Gli investigatori stanno incrociando le dichiarazioni dei pentiti con gli atti delle precedenti indagini per costruire un quadro più dettagliato delle dinamiche economiche che hanno alimentato la forza del clan Belforte negli ultimi anni.
L’obiettivo della magistratura è smantellare definitivamente il sistema di complicità che ha garantito al clan una lunga e redditizia presenza negli affari. Il cerchio si stringe attorno ai colletti bianchi che, per anni, hanno operato nell’ombra, consentendo alla criminalità organizzata di prosperare. Con queste nuove prove, la Dda potrebbe presto dare un nuovo e decisivo colpo all’economia sommersa legata alla camorra marcianisana.