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Giro di patenti e permessi falsi, ecco i coinvolti nell’affare da 250mila euro

San Cipriano d’Aversa. Patenti e permessi falsi: la denuncia che ha smascherato il raggiro da 250mila euro

 

Un giro di patenti e permessi di soggiorno falsificati è stato smantellato grazie alla segnalazione del titolare di un’autoscuola. L’uomo ha scoperto che la sua attività veniva utilizzata come copertura per il rilascio di documenti contraffatti e ha denunciato tutto alle autorità.

 

L’inchiesta ha portato all’identificazione di dieci persone coinvolte nell’organizzazione, con ruoli ben definiti: dalla produzione dei documenti falsi alla gestione dei pagamenti. Il sodalizio, che operava tra Caserta e Napoli, garantiva patenti e permessi di soggiorno in cambio di somme comprese tra i 1.000 e i 2.000 euro per ogni pratica.

 

Le indagini hanno portato al sequestro di 60 patenti irregolari e numerosi certificati di residenza contraffatti. Oltre 200 persone, principalmente straniere, risultano aver usufruito del sistema illegale. Alcuni degli imputati, nonostante il giro d’affari illecito, percepivano persino il reddito di cittadinanza.

 

Il processo è in corso e vede alla sbarra i presunti membri della rete criminale, tra cui un falso commercialista e due donne accusate di fare da intermediarie. A fine mese è prevista la prossima udienza con l’ascolto di nuovi testimoni della Procura.

Patenti e permessi di soggiorno falsi: “Hanno usato la mia autoscuola per i loro affari”

 

Grazie alla denuncia del titolare di una scuola guida, è stata smascherata un’organizzazione che rilasciava documenti contraffatti per un giro d’affari da oltre 250mila euro.

L’inchiesta, partita nel 2018 e proseguita fino al 2021, ha rivelato come l’organizzazione riuscisse a produrre patenti e permessi falsificati, venduti a prezzi tra i 1000 e i 2000 euro a persone extracomunitarie bisognose di regolarizzare la propria posizione.

 

Gli imputati e i loro ruoli

 

Nel processo, che riprenderà a fine mese, sono coinvolti:

Pietro Di Dona, 51 anni, di San Cipriano d’Aversa – considerato il capo e promotore dell’organizzazione.

Giuseppe Ciervo, 53 anni, di Napoli – un falso commercialista che si occupava della documentazione per i permessi di soggiorno.

Carmine Riccardo, 54 anni, di San Cipriano d’Aversa.

Vincenza Di Dona, 44 anni, di Napoli.

Raffaele Salerno, 49 anni, di Pompei.

Franca Lanza, 48 anni, di Torre del Greco.

Nabil El Hazmi, 41 anni, cittadino marocchino residente a San Marcellino.

Collins Sunday, 39 anni, cittadino nigeriano residente ad Avellino.

Lucky Ediale, 33 anni, cittadino nigeriano residente a Ca’ del Bosco di Sopra.

Mamadou Doumbia, 40 anni, cittadino ivoriano residente a Serino.

Secondo l’accusa ognuno degli imputati aveva un compito preciso: c’era chi reclutava stranieri in cerca di documenti, chi gestiva i pagamenti attraverso carte prepagate, chi realizzava le foto per le pratiche e infine il “falsario”, un cittadino nordafricano già coinvolto in inchieste su matrimoni fittizi.

Sequestri e giro d’affari

Le indagini hanno portato al sequestro di 60 patenti false e numerosi certificati di residenza contraffatti. Molti permessi di soggiorno ottenuti illecitamente sono stati revocati, mentre le pratiche ancora in corso sono state sospese.

 

L’attività del sodalizio inizialmente si basava su intermediari che segnalavano clienti bisognosi, ma ben presto il passaparola ha trasformato l’organizzazione in un punto di riferimento per decine di stranieri. La base operativa era un appartamento nell’agro aversano, dove venivano prodotti certificati di residenza e documenti di lavoro fittizi per agevolare il rilascio dei permessi di soggiorno.

 

 

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