
Villa di Briano/Frignano/Casaluce. Maxi frode fiscale da 14 milioni: confermate le condanne in Cassazione
La Suprema Corte ha respinto i ricorsi presentati da quattro imputati coinvolti in un vasto sistema di emissione di fatture inesistenti, consolidando le pene stabilite nei precedenti gradi di giudizio.
La Corte di Cassazione, con una decisione della terza sezione presieduta da Alessandro Maria Andronio, ha sancito la definitività delle condanne inflitte a Vincenzo Ferri, Marcellino Santagata, Salvatore Dell’Imperio e Luigi Sabatino. I quattro, operativi tra Frignano, Casaluce e Villa di Briano, erano stati coinvolti nell’operazione “Restore” condotta dalla Guardia di Finanza, che aveva portato a 34 arresti per un’ingente frode fiscale.
Il sistema fraudolento
Il gruppo aveva costituito un’organizzazione finalizzata alla creazione di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio di denaro e autoriciclaggio. Alla base dell’attività illecita vi erano due società, Edilizia Srl ed Edil Commercio Srl, utilizzate per produrre documentazione fiscale fasulla e movimentare il denaro sporco.
Vincenzo Ferri, considerato il promotore della rete criminale, si occupava della gestione effettiva delle due società di comodo, indirizzando le operazioni necessarie alla frode e alla redistribuzione dei profitti illeciti. Dell’Imperio, oltre a mantenere i rapporti con Ferri, si dedicava all’adesione di nuovi membri e all’apertura di conti correnti intestati a prestanome per il transito dei fondi.
Marcellino Santagata, formalmente rappresentante legale della Edilizia Srl, evitava di adempiere agli obblighi fiscali per sottrarsi a controlli, mentre Luigi Sabatino, a capo della Sitec, fungeva da schermo per le operazioni illecite, eludendo le responsabilità tributarie.
Le pene inflitte e il ricorso respinto
In primo grado, le condanne erano state severe: Ferri aveva ricevuto una pena di 7 anni e 6 mesi, Santagata 3 anni e 6 mesi, Sabatino 3 anni e 3 mesi, mentre Dell’Imperio era stato condannato a 3 anni. In Appello, con il riconoscimento di alcuni sconti di pena, le condanne erano state rimodulate: 5 anni per Ferri, 3 anni e 10 mesi per Dell’Imperio, 2 anni e 9 mesi per Santagata, e 3 anni e 3 mesi per Sabatino.
I difensori degli imputati avevano impugnato la sentenza d’Appello, sollevando questioni di legittimità e presunte lacune motivazionali. Tuttavia, la Cassazione ha rigettato i ricorsi, giudicandoli inammissibili poiché i ricorrenti avevano già rinunciato a contestazioni nel quadro dell’accordo sulla pena.
Con questa sentenza definitiva, si chiude il capitolo giudiziario di una delle più rilevanti operazioni contro le frodi fiscali condotte negli ultimi anni dalla Guardia di Finanza.

