
Caserta. Dopo quasi sette mesi di detenzione, Mario Eutizia, un assistente domiciliare di 48 anni originario di Napoli, è stato rilasciato. Eutizia si era autoaccusato della morte di quattro anziani tra il 2014 e il 2024, sostenendo di aver somministrato loro dosi eccessive di sedativi. Il giudice per le indagini preliminari di Latina ha ordinato la sua scarcerazione, accogliendo la richiesta di revoca della misura cautelare presentata dal suo avvocato, Antonio Daniele.
La decisione del giudice si basa su una perizia disposta dalla Procura, che ha escluso un legame causale tra il presunto sovradosaggio di farmaci e la morte di uno degli anziani, l’unico il cui corpo non era stato cremato. La difesa aveva già presentato una consulenza di parte, evidenziando l’impossibilità di dimostrare che la somministrazione dei farmaci fosse la causa del decesso.
Eutizia si era presentato spontaneamente alle autorità di Caserta il 22 agosto scorso, chiamando il 112 da piazza Sant’Anna e confessando di aver causato la morte di quattro persone che aveva assistito nel corso degli anni: due a Latina nel 2014, una a Casoria nel 2023 e una a Vibonati nel marzo 2024. Nel suo racconto, aveva dichiarato di aver agito senza l’intenzione di uccidere, ma solo per alleviare le sofferenze dei pazienti, basandosi sulla sua esperienza personale come malato oncologico.
Si fidavano di lui
Eutizia era considerato una persona affidabile e aveva trovato un’occupazione stabile. Aveva assistito per due mesi un 91enne, padre di un vigile del fuoco, fino all’agosto del 2017. L’uomo era deceduto ed era stato cremato. Dopo l’interrogatorio, il giudice non aveva convalidato il fermo per pericolo di fuga, ma aveva comunque disposto la custodia cautelare in carcere. Successivamente, l’inchiesta era stata trasferita per competenza alla Procura di Latina. Al momento della confessione, Eutizia si trovava in uno stato particolare di ipoglicemia e da alcuni giorni dormiva su una panchina in piazza Sant’Anna, non avendo più contatti con la famiglia né una dimora.
Con la scarcerazione, l’accusa di omicidio volontario sarà valutata ora in fase processuale , mentre le indagini continuano per chiarire le effettive responsabilità dell’assistente e la dinamica dei decessi. Nelle prossime ore, la difesa si occuperà anche di trovare una soluzione abitativa per Eutizia. Sul caso si era impegnato anche il co-difensore dell’avvocato Daniele, il penalista Gennaro Romano, purtroppo scomparso prematuramente lo scorso ottobre a soli 36 anni.
Eutizia, che si era costituito presso la questura di Caserta, dichiarando di essere responsabile della morte di quattro anziani che aveva assistito. Secondo le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere, l’uomo avrebbe agito per empatia, cercando di alleviare le sofferenze dei pazienti. Eutizia aveva deciso di costituirsi per interrompere il suo comportamento e per evitare ulteriori detenzioni. Le sue dichiarazioni sono state oggetto di indagini e approfondimenti investigativi.

