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Spaccio 2.0, arrivano le confessioni: “Lavoravamo solo nello spaccio”

MARCIANISE. Hanno fatto parte del gruppo ma ci occupavamo solo dello spaccio. Questa è stata la dichiarazione congiunta degli otto imputati nel procedimento giudiziario relativo al traffico di droga legato al clan Belforte, in corso presso la Terza Sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Nel rendere dichiarazioni spontanee, gli imputati hanno riconosciuto la propria responsabilità esclusivamente per quanto riguarda lo spaccio di stupefacenti. L’udienza riprenderà verso la fine di febbraio, quando verranno ascoltati i testimoni della difesa.

Sotto accusa ci sono Emilio Lasco, Mauro Lionello, Lucia Cozzolino, Anna Russo, Emanuela Russo, Antonietta Russo, Antonio Russo e Francesco Ferrari. Secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Luigi Landolfi, gli imputati sarebbero coinvolti in un’organizzazione criminale dedita al traffico di droga e responsabili di diversi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso, facente capo al clan “Belforte”, noto anche come “Mazzacane”.

Alcuni degli imputati sarebbero stati inoltre coinvolti in reati quali estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione alla falsificazione di documenti pubblici. Tra le accuse mosse, vi sarebbe anche il tentativo di organizzare un matrimonio fittizio tra un cittadino italiano e una straniera, dietro compenso, con l’obiettivo di ottenere un permesso di soggiorno e successivamente la cittadinanza italiana.

 

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