
Cesa. Raid in una scuola elementare, portati via computer.
Domenica sera, dei criminali hanno fatto irruzione nella scuola elementare “Gianni Rodari” situata in via Campostrino a Cesa. Si sono introdotti nella segreteria dell’edificio scolastico provocando danni alla struttura che ospita anche l’asilo “Angeli di San Giuliano”.
I criminali hanno messo le mani su computer e tablet che erano nella cassaforte, aggirandosi anche per le aule facendo danni alle porte.
Ieri mattina è stata fatta dagli addetti ai lavori hanno aperto la scuola riscontrando l’assenza dei dispositivi tecnologici usati sia dai docenti che dagli alunni.
Il personale scolastico ha quindi allertato i carabinieri che si sono precipitati sul posto per eseguire i rilievi del caso e per avviare le indagini per identificare i responsabili al più presto.
Sul luogo dove l’atto criminale si è consumato è giunto anche il consigliere con delega all’istruzione, Cesario Villano:
“Privare alunni e insegnanti di strumenti fondamentali per la didattica è un atto incivile, pietoso e inconcepibile.
Le scuole devono essere luoghi di crescita e apprendimento, non teatri di simili barbarie. Ho già dato mandato al responsabile dell’Utc di intervenire tempestivamente per il ripristino dell’antifurto e l’installazione di un sistema di videosorveglianza per garantire la sicurezza della struttura e proteggere il patrimonio scolastico. Inoltre, in qualità di segretario provinciale di azione porterò l’istanza a chi di competenza, affinché episodi del genere non si ripetano più, tutelando cosi l’integrità delle scuole e la serenità di chile frequenta ogni giorno”.
Sull’episodio anche il sindaco Enzo Guida è intervenuto:
“Condanniamo fermamente questo gesto che colpisce la scuola, gli alunni e le nuove generazioni. Eventi del genere non dovrebbero mai verificarsi; sono stati portati via dispositivi molto utili ai fini didattici. Appena venuti a conoscenza dell’accaduto, è stata inviata sul posto una squadra di manutenzione del Comune per iniziare a riparare i danni commessi. Speriamo fermamente che una cosa del genere non accada più”.