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Panettiere sotto usura, c’è il verdetto: due nei guai

Mondragone. Corte d’Appello di Salerno, quinta sezione, ha confermato la condanna a 3 anni di reclusione per Giovanni Rinaldi, 66 anni, e a 2 anni e otto mesi per Teresa Romano, 63 anni, entrambi di Battipaglia, ritenuti colpevoli di usura. Antonio De Santis, 58 anni, originario di Eboli, è stato invece assolto dall’accusa per la quale in primo grado era stato condannato a 2 anni e otto mesi.

In primo grado, erano già stati assolti Francesco Morelli e Luigi Santoro, quest’ultimo oggi collaboratore di giustizia.

 

L’indagine ha avuto origine dalle difficoltà economiche del titolare di un panificio della zona. A seguito di problemi legati a una crisi del settore alimentare, l’imprenditore aveva incontrato problemi nel pagare i fornitori. Alla ricerca di liquidità, si sarebbe rivolto a Marco De Luca (giudicato separatamente), senza sapere che i fondi ricevuti provenivano in realtà da Rinaldi e Romano.

 

Secondo l’accusa, Rinaldi avrebbe prestato 17mila euro, applicando un tasso di interesse del 13%, pari a 2.200 euro mensili solo per gli interessi. Romano, invece, avrebbe concesso 15mila euro, con una rata mensile di 1.800 euro per il pagamento degli interessi.

 

Per quanto riguarda De Santis, l’imprenditore gli avrebbe venduto la farina in eccesso e richiesto due prestiti, rispettivamente di 6mila euro e 8mila euro. Tuttavia, i giudici d’appello hanno ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per confermare l’accusa, assolvendo l’imputato perché il fatto non sussiste.

 

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