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Occupa casa del parente morto, giudice le dà ragione: “L’ha fatto per i figli”

MARCIANISE. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto M.B., 51 anni, accusata di occupazione abusiva di un alloggio popolare di proprietà dell’Acer di Caserta, si è conclusa con l’archiviazione con formula piena del procedimento. La decisione è stata presa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero, la dottoressa Iolanda Gaudino.

M.B. era finita sotto inchiesta a seguito di una segnalazione da parte dei Carabinieri di Marcianise, i quali avevano rilevato che l’immobile in via Verdi, precedentemente assegnato a un familiare deceduto, era stato occupato senza autorizzazione. L’accusa iniziale nei suoi confronti era di occupazione abusiva di immobile, reato previsto dagli articoli 633 e 639 bis del Codice Penale.

La difesa di M.B., rappresentata dall’avvocato Pasquale Delisati, ha svolto un ruolo chiave nella risoluzione del caso. Dopo l’interrogatorio avvenuto nel settembre 2024 presso la stazione dei Carabinieri di Marcianise, è emerso che la donna aveva agito in stato di necessità, avendo bisogno di un tetto per i propri figli. Il legale ha dimostrato che la condotta dell’indagata non era connotata da dolo o pericolosità sociale, ma dettata da esigenze vitali legate alla tutela della propria famiglia.

La Procura ha riconosciuto che il fatto, pur sussistendo formalmente, era di particolare tenuità e non rientrava in un quadro di abitualità criminosa. Per questo motivo, ha richiesto l’archiviazione ai sensi dell’art. 131 bis c.p., richiesta poi accolta dal GIP.

Con questa decisione, M.B. esce definitivamente dal procedimento senza alcuna conseguenza penale, confermando la bontà della sua difesa e la legittimità della sua posizione.

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