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Muore in incidente, giornalismo piange Postiglione: ciao Fabio

REGIONALE. Aveva i valori della vecchia scuola e la luce di chi voleva emergere. Fin da giovanissimo. Fa davvero male scrivere di lui parlandone al passato, ma il dovere di un cronista è essere chiaro e rigoroso con i suoi lettori, ed è doveroso farlo soprattutto ora che ci apprestiamo a scrivere di lui.

Fabio Postiglione se ne è andato a 44 anni. Il giornalista napoletano è morto in un incidente stradale avvenuto nella notte a Milano, dove lavorava ormai in pianta stabile da qualche anno al Corriere della Sera. Era il coronamento di una carriera cominciata con “Il Roma”, quotidiano col quale era diventato professionista e poi passata per il “Corriere del Mezzogiorno”, prima dell’approdo alla redazione centrale a Milano.

Fabio era in sella alla sua moto quando è avvenuto l’incidente che purtroppo non gli ha dato scampo. Una morte ingiusta per l’età e per il valore della persona. Banale forse definirlo un cronista di razza: era semplicemente un giornalista col sorriso e i modi del giovane desideroso di imparare ogni giorno, ma il rigore e l’amore per questo mestiere, appreso sul campo dai “vecchi” e oggi purtroppo liquefatto da algoritmi e viralità. Mancherai Fabio: a chi ti ha voluto bene ed alla tua famiglia soprattutto, a chi ti leggeva e a chi ti ammirava. Fai buon viaggio nell’azzurro che amavi tanto, anche lì con rigore e amore assoluto.

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