
MACERATA CAMPANIA/MARCIANISE. Esce di prigione l’unico messo in cella tra i quattro fermati nell’inchiesta sul pestaggio e il sequestro di persona di un 18enne caturanese. La Decima Sezione del Tribunale del Riesame ha accolto l’istanza dell’avvocato Giuseppe Foglia e disposto la revoca della misura del carcere per Saverio Padovano, 25enne di Marcianise, ritenuto il capo del “branco”. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari, stessa misura alla quale erano già stati sottoposti al momento del blitz Mattia Larino, 22 anni; Domenico Piccirillo, 21 anni, e Leonardo Marino, 19 anni, ed ora in attesa anche loro del pronunciamento del tribunale della Libertà.
La ricostruzione
La vittima era con quattro amici quando è caduta nell’imboscata: “Non ho visto questi ragazzi, ho avuto un pugno violento forse con un tirapugni, poi un secondo pugno e sono svenuto. Dopo essere svenuto mi sono risvegliato nel cofano dell’auto e sono svenuto ancora. Mi sono svegliato a terra in una strada di Macerata” ha raccontato ai carabinieri.
La vittima, in seguito al pestaggio, ha riportato la frattura scomposta del setto nasale e altre ferite e contusioni sul corpo. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale sammaritano per i reati di lesioni personali aggravate, violenza privata e sequestro di persona (un indagato è finito in carcere, tre ai domiciliari). Quasi tutti di Macerata sono i protagonisti della vicenda, dalla vittima a tre degli aggressori, mentre un quarto risiede a Marcianise.
Dunque aggressori e malmenato si conoscevano, avevano qualche questione in sospeso per gelosia, ma di poco conto hanno accertato i carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere. Si è trattato di un autentico pestaggio, con la vittima che, causa pugni e calci sul volto, ha subito la rottura del setto nasale, quindi è stato trascinato per i capelli in auto, e poi abbandonato sul ciglio della strada dopo alcuni chilometri. Il neo-maggiorenne, sofferente e insanguinato, si è recato in ospedale e ha poi denunciato ai carabinieri i quattro aggressori; determinanti i filmato estratti dalle telecamere di videosorveglianza di piazza De Michele, dove è avvenuto il pestaggio, oltre alle intercettazioni e all’analisi dei tabulati telefonici degli indagati.

