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Far West di Natale, i fermati parlano e c’è la prima scarcerazione

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Prime parole degli indagati e prime scarcerazioni nell’inchiesta sul Far West di Natale nella zona dell’Anfiteatro che si concluse con l’accoltellamento di un 16enne di origine albanese.

Il primo ad essere fermato fu il 19enne Vittorio Merola bloccato già il 29 dicembre scorso, perché stava per fuggire all’estero; Merola è stato anche il primo ad essere scarcerato. Il Riesame ha disposto per lui la sostituzione della misura cautelare del carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.

In queste ore si stanno completando anche gli interrogatori di Cristian D’Ambrosio, Antonio Pio Salemme, Giovanni Barracane, Massimiliano Barbato e Josef Majaoui, fermati all’alba di sabato. Negli interrogatori di garanzia davanti al gip i cinque hanno parlato rendendo dichiarazioni spontanee e ricostruendo la vicenda. In particolare i fermati hanno accusato le vittime di averli aggrediti, anche perchè palesemente ubriachi.

Gli arrestati hanno tutti età compresa tra i 19 e i 24 anni, sono italiani tranne un 20enne di origine marocchina che è in Italia da quando era molto piccolo; tutti, compreso il 19enni già in carcere da giorni, hanno precedenti penali – chi per droga, chi per reati contro la persona – e fanno parte di famiglie indigenti o dedite a traffici illeciti.

Il 16enne ferito gravemente – i colpi subiti gli perforarono un polmone – è ancora in ospedale a Caserta, mentre il fratello, picchiato, fu subito dimesso. Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere (procuratore Pierpaolo Bruni, sostituto Armando Bosso) e della Polizia, basate sui video che hanno ripreso l’aggressione, le testimonianze delle vittime e di alcuni ragazzi presenti, e la parziale confessione del 19enne fermato a fine dicembre, quella avvenuta la vigilia di Natale sarebbe stata un’aggressione, non una rissa, come sembrava emergere dai primi accertamenti. Ma sono ancora ignoti, e lo stesso gip lo fa notare nell’ordinanza di custodia cautelare, i motivi dell’aggressione.

Secondo la Procura alla base del pestaggio potrebbe esserci un motivo futile (una bibita involontariamente versata dal 16enne su uno degli aggressori) ma non si escludono dissidi legati a rivalità di altra natura. Resta in ogni caso accertato che il 19enne ha colpito il minore con violenza; il 16enne è andato quindi a chiedere aiuto al fratello, che ha chiesto spiegazioni all’aggressore, ricevendo una bottigliata in testa. A quel punto al 19enne si sono aggiunti gli altri cinque indagati, che hanno circondato i due fratelli pestandoli senza pietà, e accanendosi soprattutto sul 16enne, colpito con una sedia dal gambo di ferro appuntito, e probabilmente con un coltello, non ritrovato.

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