
MARCIANISE. Comincia col botto il weekend dell’Immacolata, con un vero e proprio assalto ai centri commerciali. Il sito Autostrade per l’Italia evidenzia la presenza di una coda di 3 chilometri al km 742.7 dell’A1 Roma-Napoli all’altezza della barriera di Napoli Nord.
Un vero e proprio assalto da Napoli ai centri commerciali del polo marcianisano, dal Campania all’Outlet: letteralmente paralizzato il tratto tra lo svincolo Pomigliano-Villa Literno e Caserta Sud.
“Negozi batteranno e-commerce a Natale”
Le feste di Natale portano a un ritorno degli italiani nei negozi. La spesa per i regali è in crescita fino a 223 euro a testa quest’anno, con un aumento del 13% rispetto al 2022, secondo l’indagine di Confesercenti e Ipsos. In parte è l’inflazione a gonfiare gli scontrini, ma anche al netto dei rincari ci sarà una crescita degli acquisti del 6%, con una polarizzazione tra chi può permettersi di fare shopping senza troppi pensieri e chi no.
A sorpresa aumentano i ragazzi sotto i 35 anni che punteranno sui negozi di quartieri, anche se sarà sempre il web a far la “parte del leone”. Le grandi piattaforme sono ormai indispensabili per il 44% degli italiani e la presidente di Confesercenti, Patrizia De Luise, ha indicato il rischio di “un’economia progressivamente sempre più dominata da pochi giganti digitali” mentre aprire un negozio si rivela un’impresa “sempre più impossibile”, nella sua relazione all’assemblea annuale, che si è tenuta nel Metaverso.
“Nessun commercio elettronico o colosso del web potrà mai sostituire la funzione culturale e sociale che ricoprono commercianti e artigiano”, è il messaggio rassicurante arrivato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video dove ha affermato la necessità di rendere “sostenibile” l’impatto delle grandi piattaforme sul sistema economico.
I dati
Intanto l’Istat ha registrato nei dati sul commercio al dettaglio di ottobre 2023 il primo piccolo aumento dei consumi anche in volume dallo scorso maggio. I dati mostrano una crescita dello 0,4% in valore e dello 0,3% in volume rispetto a settembre mentre rispetto a ottobre 2022 c’è un aumento solo in valore (dello 0,3%) e un calo del 4% in volume. “I consumi rimangono il grande malato del Paese”, ha dichiarato De Luise, che ha manifestato “apprensione” e al tempo stesso un “cauto ottimismo” per gli ultimi sviluppi, dall’occupazione e dal Pnrr, fino alla prospettiva della riduzione dei tassi di interesse e all’inflazione.
Le previsioni dell’associazione sono di una ripresa dei consumi nel 2023 dell’1,2%, seguita una frenata allo 0,8% nel 2024. Sulle spese delle famiglie pesa la caduta dei redditi reali da lavoro che si sono ridotti dell’1,3% nel 2023 e hanno perso il 2,5% dal 2021 . Anche per questo Confesercenti si dice pronta a rinnovare il contratto Terziario e servizi, scaduto a fine 2019, “prima di Natale”. Chiede però risposte concrete su flessibilità e mercato del lavoro e ribadisce il suo no a un intervento per legge sul salario minimo. No anche alla proposta di prendere a riferimento il trattamento economico del contratto nazionale ‘più applicato’ che porterebbe, secondo De Luise, a un “monopolio nella contrattazione”.

