
SANTA MARIA CAPUA VETERE. E’ stata annullata dalla Cassazione la condanna a 22 anni e mezzo di reclusione per Argit Turshilla, 30enne albanese, imputato per l’omicidio del suo ex datore di lavoro Pasquale Guarino.
L’omicidio avvenne il 23 settembre 2015 a Santa Maria Capua Vetere: l’imprenditore agricolo venne assassinato da una banda di criminali nel corso di una rapina perpetrata ai suoi danni e finalizzata a sottrargli l’incasso quotidiana della sua attività imprenditoriale.
Secondo le indagini sarebbe stato proprio TURSHILLA Argit, unitamente ad altri partecipi, uno dei responsabili dei gravi delitti sopra descritti, rendendosi successivamente irreperibile al fine di sottrarsi agli accertamenti dell’autorità giudiziaria.
Con la sentenza di primo grado oltre alle pene accessorie di legge, il TURSHILLA Argit era stato condannato al risarcimento dei danni nei confronti delle costituite parti civili – la moglie e i due figli dell’imprenditore assassinato — essendo stata comminata una provvisionale di € 100.000 ciascuna. La Suprema Corte ha accolto il ricorso annullando la condanna: si attendono ora i canonici 90 giorni per le motivazioni.

