
CASAL DI PRINCIPE. Svolta nell’inchiesta su rete ferroviaria e clan. Il Riesame ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei confronti di tre imprenditori che tornano liberi: si tratta di Antonio Petrillo, Luigi Petrillo ed Angelo Massaro.
I regali
Preziosi gemelli d’oro Cartier da 600 euro, ‘stipendi’ di mille euro mensili, soggiorni da oltre 9mila euro in costiera sorrentina, con tanto di prestazioni accessorie, e anche promozioni. Sono i regali che ex dirigenti di RFI avrebbero ricevuto in cambio di appalti finiti alle imprese ritenute colluse con il clan dei Casalesi. Il tutto emerge dall’ordinanza con la quale il gip di Napoli Giovanna Cervo ha disposto 35 misure cautelari (17 in carcere, 17 domiciliari e un obbligo di presentazione) nei confronti di altrettanti indagati, tra cui imprenditori ritenuti in affari con la fazione Schiavone della mafia casalese, “colletti bianchi” del clan e dirigenti all’epoca dei fatti di Rete Ferroviaria Italiana. Tra gli appalti finiti nelle mani di ditte riconducibili al clan, figura anche quello di Rfi riguardante le centraline di sicurezza e della pavimentazione stradale.
Rete Ferroviaria Italiana ha fatto sapere in serata di aver “sospeso in via cautelare i dipendenti coinvolti che risultano ad oggi ancora in organico. Altri quattro ex dipendenti, raggiunti da provvedimenti restrittivi della Procura, e già in passato oggetto di indagine della stessa Procura, sono stati licenziati e non sono più in organico”. La società, “che si ritiene parte lesa”, sottolinea di aver “avviato da tempo un lavoro per rafforzare le azioni contro i tentativi di infiltrazione criminale negli appalti e per individuare soluzioni a contrasto ancora più efficienti e tempestive”.

