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Marche da bollo false, Procura chiude conti per 20: ci sono avvocati e parcheggiatori. NOMI

AVERSA/SANTA MARIA CAPUA VETERE/VILLA LITERNO. Marche da bollo false spacciate da parcheggiatori abusivi fuori agli uffici pubblici e anche da avvocati per le pratiche giudiziarie nei tribunali, la Procura chiude i conti.

Il pm della Procura di Napoli Nord ha firmato la conclusione delle indagini per 20 persone coinvolte nell’inchiesta sulle false marce da bollo. La notifica arriverà nei confronti di Angelo Bifulco, Simona Cerullo, Mario Martino, Massimiliano Di Filippo, Carmine Ambrosini, Antonio Gennaro Buonocore, Antonio Cozzolino, Cristiano Frustaci, Pietro Gambale, Errico Giordano, Antonio Lentino, Ettore Mainolfi, Gennaro Marcigliano, Ettore Marruzzo, Arturo Marzocchella, Giuseppe Pagano, Luciano Trofa, Antonio Valle, Pasquale Vollaro. Rischiano il processo per  falsificazione e allo smercio di valori bollati contraffatti.

L’indagine

È un vero e proprio mercato delle false marche da bollo, con base tra Napoli e Caserta e canali di distribuzione nelle altre province campane e a Roma, quello scoperto dall’indagine della Procura di Napoli Nord e dei Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria, che ha portato all’emissione da parte del Gip di Napoli Nord di misure cautelari a carico di 18 indagati: in dieci, quasi tutti falsari e distributori dei valori falsi, sono finiti agli arresti domiciliari, per cinque è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria mentre per i tre avvocati coinvolti, è scattata l’interdizione dalla professione: per i due legali del foro di Santa Maria Capua Vetere la sospensione è stata fissata in 12 mesi, per quello del foro di Napoli Nord in sei mesi. Gli inquirenti hanno scoperto che i supporti in bianco, che venivano poi personalizzati dai falsari con sofisticate tecniche, arrivavano dalla Cina.

L’inchiesta è partita nel gennaio 2020 sulla base di precedenti indagini che hanno disvelato come l’area a cavallo tra le province di Caserta e Napoli fosse la roccaforte dei falsari, tanto di marche e titoli quanto di banconote e monete. Questa indagine si è però concentrata sulla marche da bollo, e già nel luglio 2020, è stato individuato a sequestrato a Villa Literno, nel Casertano, un centro di produzione clandestino con l’arresto in flagranza di quattro persone e il sequestro per un valore di circa 200mila euro di migliaia di marche da bollo e patenti false, queste ultime destinate al litorale romano; è emerso che i supporti in bianco riportanti solamente lo stemma della Repubblica e l’intestazione venivano importanti dalla Cina e compilati grazie ad apparecchiature hardware e software; un deciso passo in avanti per i falsari, che in passato contraffacevano marche genuine accrescendone il valore nominale.

Gli accertamenti sono proseguiti fino a identificare in particolare i distributori dei titoli falsi. Tra le persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi anche un parcheggiatore abusivo che smerciava le marche da bollo false a Napoli nelle aree della Prefettura, dell’Agenzia delle Entrate e dell’Ispettorato del Lavoro, un altro distributore di Napoli che spacciava titoli falsi nonostante fosse ai domiciliari, un intermediario residente ad Afragola che distribuiva le marche contraffatte ad un’autoscuola di Casoria, uno “smerciatore” che operava sul litorale romano dove si occupava di distribuire marche e patenti automobilistiche e nautiche false; coinvolti anche i titolari di un’agenzia immobiliare e di una tabaccheria di Roma.