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Vecchio ras diventa pusher, Di Caprio: “Sta nella disperazione totale”. Poi gli altri si armano

San Felice a Cancello. Tra il 4 e 6 luglio del 2019 i sodali della gang della droga sanfeliciana avvicinavano un veterano della criminalità della valle di Suessola, residente nella zona di Forchia/Arpaia, lo abbiamo in parte già raccontato.

E’ in prima persona Alessio Biondillo a chiudere la trattativa, evidentemente il ras di lungo corso doveva vendere droga in quelle zone per sbarcare il lunario e quindi c’è il contatto.

Alessio è preoccupato dal ritorno veemente dei sammarchesi, proprio in questo periodo, per via di alcune scarcerazioni della primavera e soprattutto prende atto che un po’ tutti si stanno mettendo a spacciare.

Alessio: Qua mi sa che dobbiamo aprire la piazza, qua, più escono e più vogliono fare quello che facciamo noi, qua con quanta gente devo litigare io?

Andrea: vabbuo’ ma si è fatto 20 anni, penso che lo capisce di più Ale’

Alessio: Quello ragiona proprio bene.

Biondillo quindi organizza la fornitura per l’ex galeotto e tocca, come al solito, ad Andrea capa di bomba fare la staffetta.

Andrea Di Caprio si reca da Napolitano e da Affinita per caricare la macchina.

Andrea: Quella mezzaaaa, chi la tiene quella mezzaaa?

Luca Affinita: E penso la tiene lui (Napolitano).

Andrea: Lo dobbiamo chiamare, me lo devo portare (la droga dall’ex galeotto di lungo corso).

Poi Luca Affinita chiede a Di Caprio a chi deve portare questa droga e la capa di bomba gli dice il nome e cognome del soggetto.

Luca: Ah è uscito il leone? Ma che testa ha?

Andrea: Eh. Disperazione totale

Luca: Quello è il brutto.

Un Di Caprio sempre molto pungente anche nei confronti del vecchio ras uscito dalle patrie galere dopo molto tempo, il passaggio successivo è un altro classico: rivolgersi a Salvatore Napolitano il meccanico che deteneva la droga, il custode dei carichi.

Di Caprio gli fa la richiesta specifica: “Mi serve quella mezza”.

 

Meccanico intraneo al gergo della gang dello spaccio

 

Napolitano dimostra di conoscere alla perfezione la droga che c’era nella cambusa/officina nella disponibilità di Biondillo Alessio: “Vai da Luca e te la porto”.

Il 44enne dei Ponti Rossi è entrato nel linguaggio utilizzato in queste situazioni, è a pieno titolo uno della truppa.

Al momento di caricare l’auto sempre Napolitano, dall’alto della sua esperienza sulle auto, piazza la droga che sarà portata nel basso Sannio dalla capa di bomba.

Salvatore: Che cazzo…. INC (apre lo sportello dell’auto). Quello lo dovevano uccidere a casa

Andrea: Quello perciò si voleva uccidere eh eh eh (ride) mettilo là! (stanno occultando la droga).

E’ un periodo positivo per Di Caprio che ride sotto i baffi anche perché da una quindicina di giorni ha debuttato come pusher acquisendo il suo primo cliente, un assicuratore di stanza a Santa Maria a Vico, quindi sta guadagnando più soldi.

Andrea alla fine parte per la zona di Forchia/Arpaia dove ad attenderlo sotto casa dell’ex galeotto c’era Alessio che, visto il personaggio, sta conducendo di persona l’operazione.

 

Un gruppo si stava armando

 

Non basterà però per mantenere il cliente, infatti nella fornitura al suddetto pregiudicato subentreranno subito i sammarchesi; siamo nel periodo in cui comincia una sorta di sfida tra i due gruppi.

Ma non solo perché da altre indagini è emerso che i sammarchesi si stavano anche armando per sfidare proprio i sanfeliciani.

Mentre in questa ordinanza le minacce di sparare e di uccidere i rivali da parte del 44enne di via Ponte Trave non sono suffragate da prove di detenzioni di armi, sull’altro fronte la questione sembra essere ben diversa.

Ci sono delle intercettazioni molto interessanti che riguardano anche i ‘sazione’ oltre che i sammarchesi, insomma, lo ripetiamo questi soggetti in quel periodo persero la bussola e non poco, si è rischiato davvero una guerra senza precedenti. Roba da non credere…

Il 2019 è  un anno da circoletto rosso per la valle, per tutto quello che è accaduto si potrebbero scrivere 3 libri: denunce a pentiti, duplice omicidio di Durazzano, scarcerazioni eccellenti, droga a fiumi, coinvolgimento di altri gruppi. Se non ci fossero stati il Covid ad inizio 2020 e quella fuga di notizie, ci sarebbe scappato il morto.

 

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