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Ecco come è stato incastrato il ‘Messi’ della droga: che stoccate alla Biondillo family

Valle di Suessola. Clemente Saccavino è stato incastrato a differenza di altri spacciatori (tipo i sorecioni) di cui si parla nelle indagini per le telefonate ed i contatti con i clienti.

Emerge un quadro piuttosto chiaro più di 100 telefonate con diversi altri soggetti. Si trattava di conversazioni telefoniche brevi e con termini criptici, finalizzate ad incontrarsi.

Lo ripetiamo più di 100 chiamate dal 24 settembre al 18 ottobre 2019.

Insomma Messi (soprannome dell’indagato) aveva davvero una marea di clienti, dalla sua zona di Forchia fino a Montesarchio, passando per Paolisi, Tocco Caudio, un vero businessman.

Un giro di affari impressionante, per questo Saccavino optava per la precisione dei sanfeliciani rispetto alla disorganizzazione del sammarchese, poi aveva fatto qualche appunto anche sulla qualità dello stupefacente, molto meglio quella fornita da questo “misterioso” polaccone.

 

Chiaramente nelle intercettazioni emerge anche un aspetto che ci lascia un po’ perplessi, relativamente alle parole di Andrea Di Caprio che nell’ambito della vicenda delle forniture a Saccavino ha un lungo confronto con il suo leader Alessio Biondillo.

Biondillo nonostante sia un rivale invoca il rispetto per il sammarchese: “E’ comunque un fratello nostro”.

Ma Andrea non è d’accordo e spara a zero: “Quello le fa queste cose. Adesso ha preso l’abitudine di tuo cugino (il più grande). Tuo cugino faceva sempre questo! E poi ci dovevamo andare a picchiare con la gente”.

 

Un Andrea Di Caprio (rinchiuso nel carcere di Ariano Irpino) che non lesina stoccate a nessuno, ai sammarchesi e finanche ai parenti di Alessio, che aveva di fatto cominciato a frequentare prima ancora del 44enne di via Ponte Trave.