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Commercianti casertani in ginocchio senza ristoro: “Crisi di governo peggio del Covid”

 

CASERTA. Riforme e provvedimenti fermi al palo per effetto della crisi politica, Confcommercio Caserta lancia un sos e invita le istituzioni e i partiti a ‘fare presto’.

 

‘Serve con urgenza un nuovo Governo – dichiara Lucio Sindaco, presidente provinciale di Confcommercio Caserta – non importa quale, purché si crei quella stabilità economica e politica necessaria per garantire il proseguimento degli interventi a sostegno del mondo del commercio. E soprattutto un’accelerazione che punti allo snellimento delle pratiche burocratiche. La situazione ha raggiunto infatti livelli di drammaticità senza eguali. Gli ammortizzatori sociali in alcune province sono fermi dallo scorso mese di settembre mentre i ristori sono a rischio. A complicare il quadro si aggiungono poi il clima di incertezza, l’assenza di interlocutori e l’impossibilità di programmare la propria attività per un periodo di tempo indeterminato. Tutta questa precarietà, unita alla frammentazione politica, sta condannando a morte migliaia di attività e mettendo a rischio il sistema Paese con ripercussioni sul Pil nazionale che non possono e non devono essere sottovalutate.

 

Stando ai dati diffusi nelle ultime ore da Confcommercio nazionale sono 305mila le imprese e 200mila i lavoratori autonomi che chiuderanno  l’attività in Italia nel corso del 2021 mentre rischiano di perdere il proprio posto di lavoro centinaia di migliaia di dipendenti se non verrà ulteriormente prorogato il blocco dei licenziamenti. E anche i negozi che hanno riaperto – a seguito dell’introduzione della Campania in zona gialla – stanno vivendo una fase preoccupante a causa di una gestione a dir poco fallimentare innescata da un crollo della domanda per consumi. L’unica possibilità per sopravvivere è affidata in queste ore al sostegno economico da parte del Governo. L’auspicio – conclude Sindaco – è dunque che le singole forze politiche si ricompattino al più presto per il bene del Paese, garantendo al commercio quelle certezze delle quali il settore ha bisogno per restare in vita’.