
Pizzo per i Bidognetti, l’elettricista torna libero. Conferma per gli altri fermati
CASTEL VOLTURNO. Il gip del tribunale di Napoli ha revocato la misura cautelare del carcere nei confronti di Giovanni Arillo, il 34enne elettrica fermato il 16 luglio scorso dai carabinieri di Pintemare nell’ambito dell’indagine su una tentata estorsione mediante l’utilizzo di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.
Confermate invece le misure per gli altri indagati (Francesco Barbato, Francesco Sagliano e Antonio Cacciapuoti). L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, ha fatto emergere un singolare sistema delittuoso.
Arillo, prima della scarcerazione recluso a Santa Maria Capua Vetere, era finito nel mirino della Dda proprio per un incontro con un imprenditore nel corso del quale lo avrebbe secondo la Procura intimorito, palesandogli la presenza in quell’area territoriale di un violento gruppo di soggetti indicati come “Casalesi – fazione Bidognetti”.
Secondo le indagini più volte il gruppo più volte si presentava presso l’azienda in questione, ed, in seguito all’opposizione offerta dalla “vittima”, infine aveva proceduto ad una spedizione punitiva che si era conclusa con il violento pestaggio dell’imprenditore.

