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Camorra e traffico di droga, gli arrestati si difendono: l’esito degli interrogatori

 

CASERTA. Hanno risposto alle domande del gip professando la loro estraneità ai fatti contestati i 4 arrestati ascoltati questa mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia. I primi ad essere sentiti sono stati i quattro indagati ristretti in carcere: Concetta Buonocore, Michele Maravita, Consiglia D’Angelo e Agostino Vergone. Stessa scelta anche per i tre ristretti ai domiciliari. I difensori degli indagati presenteranno nei prossimi giorni ricorso al Riesame per chiedere la revoca delle misure cautelari.

Gli indagati rispondono a vario titolo, responsabili di associazione di tipo mafioso (clan Belforte – Mazzacane) e traffico di sostanze stupefacenti. La misura cautelare ha colpito affiliati di spicco del citato sodalizio, tra i quali, BUONOCORE Concetta, moglie di DELLA VENTURA Antonio detto “Il Coniglio”, capozona a Caserta dei “Mazzacane”, ed il genero di questi MARAVITA Michele. Quest’ultimo – avvalendosi del potere intimidatorio derivante dall’appartenenza al clan – ha gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel citato capoluogo.

 

L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia, avviata nell’aprile 2017, ha consentito di accertare che:

–       BUONOCORE Concetta, nonostante il suo stato detentivo, era costantemente messa a conoscenza della situazione esterna da congiunti e collaboratori, e manteneva pertanto un costante controllo delle attività illecite del gruppo criminale, organizzando addirittura “regolamenti” di conti nei confronti di soggetti che avevano mancato di rispetto al genero Michele;

–       MARAVITA Michele, per conto della suoceraaveva assunto la direzione degli affari di famiglia gestendo le attività commerciali (una sala scommesse a Casagiove, un parcheggio e un negozio di animali a Maddaloni), dirigendo le attività illecite (stupefacenti, usura, estorsioni e riciclaggio) e provvedendo al sostentamento dei propri collaboratori e dei detenuti. Di fatto il punto di riferimento per gli altri appartenenti e affiliati al clan su Caserta, Maddaloni e comuni limitrofi;

–       VERGONE Agostino era il braccio destro di MARAVITA Michele e si occupava principalmente della conduzione delle piazze di spaccio fornendo (e talvolta imponendo) le sostanze stupefacenti ai vari pusher;

–       D’ANGELO Consiglia, ritenuta la faccendiera di MARAVITA, poneva in essere tutte le condotte necessarie per preservare l’operatività del gruppo criminale, come ad esempio il reperimento di telefoni cellulari e di schede telefoniche intestate a soggetti fittizi e l’organizzazione degli accompagnamenti in carcere per le visite alla BUONOCORE e ai DELLA VENTURA.

La gestione Maravita dello spaccio

Le piazze di spaccio di MARAVITA erano materialmente gestite da VERGONE, che si avvaleva dei pusher COPPOLA Ferruccio, GIGLIO Umberto e CINOTTI Paolo. Lo stupefacente (cocaina, hashish e marijuana) arrivava da diverse zone del napoletano con OREFICE Giuseppe che si occupava dell’intermediazione, in particolar modo per l’hashish.

Un giro d’affari di svariate migliaia di euro settimanali che consentiva a MARAVITA di mantenere un tenore di vita molto elevato, caratterizzato da numerosi eccessi come viaggi all’estero in residenze di lusso, gite in barca e puntate ai casinò. La deviazione della processione religiosa della SS. Vergine Delle Grazie fin sotto la casa di famiglia, nel luglio 2017, è stata la dimostrazione dell’influenza e della forza del clan nella frazione Santa Barbara di Caserta.

Nel maggio 2017 ci sono anche stati dei momenti di tensione poiché CINOTTI aveva intenzione di rendersi autonomo dal gruppo di MARAVITA. Quest’ultimo, la sera del 23 maggio, aveva organizzato un agguato e lo aveva aggredito insieme ad altri soggetti, tra i quali VERGONE Agostino, che nell’occasione aveva anche esploso un colpo d’arma da fuoco fortunatamente senza conseguenze.