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I detenuti di Arienzo solidali con i medici: “Vogliamo donare il sangue”

Arienzo. Sono circa 100 i detenuti ospitati dalla casa circondariale di Arienzo, diretta da Anna Laura De Fusco. Passati i giorni delle rivolte, continuano, invece, le proteste con le battiture presso altri istituti  penitenziari campani, primo fra tutti Poggioreale. Ad Arienzo, senso civico ed ottime guide.

 

In questo momento di emergenza mondiale, dove la popolazione è attanagliata da allarmismo e forte precarietà a causa dell’emergenza Covid-19, sono proprio i reclusi non esclusi della casa circondariale di Arienzo che manifestano tutta la loro solidarietà ai medici, infermieri e operatori sanitari che stanno combattendo una battaglia senza eguali. Gli stessi detenuti hanno chiesto di poter donare il sangue al centro Avis e di organizzare una raccolta fondi per sostenere gli ospedali in prima linea per l’emergenza sanitaria e la protezione civile a cui viene demandato un grande compito. Striscioni di solidarietà sono stati affissi nell’aula polivalente, dove durante l’anno sono diverse le attività svolte; dal teatro al corso di cinema fino a quello di giornalismo.

 

Per ora tutte attività sono sospese così come i colloqui con i familiari che possono solo spedire soldi e pacchi per i congiunti. All’esterno del carcere è stata allestita anche una tensostruttura sanitaria in modo che i nuovi arrivati possono fare il triage prima di entrare nelle celle. Il messaggio che vogliono lanciare i detenuti è quello di un grande senso di responsabilità e collaborazione, fiduciosi che anche la magistratura di sorveglianza possa tener conto della buona condotta in questo periodo di forti tensioni.