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“Lavoro nero istituzionalizzato” nel 118: volontari costretti a lavorare 24 ore di fila. Parte il dossier

Caserta. Ci sono volontari costretti a 24 ore di fila. Ci sono i rimborsi “forfettari” sulla carta, ma fissi nella realtà. Pochi professionisti, tanti volontari: l’estate difficile del 118 in Campania e in provincia di Caserta in particolare rischia di avere conseguenze già nel breve periodo.

A luglio il “bubbone” era venuto fuori con lo sciopero dei volontari dell’Asl di Caserta che non avevno  percepito il rimborso spese mensile, diventato un “mini stipendio” e soprattutto l’unica fonte di reddito per molte famiglie. Due settimane fa a riprendere in mano le redini della questione era stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino che in un’interrogazione al veleno aveva parlato di “lavoro nero istituzionalizzato”.

Tutto parte dall’affidamento in convenzione da parte dell’Asl ad alcune associazioni che si servono di volontari. La Ciarambino ha portato all’attenzione il caso di unità costrette anche a lavorare 24 ore di fila (“a volte 36”) sulle ambulanze, accumulando fino a 200 ore mensili. Una mole di lavoro enorme sulla quale presto potrebbe far luce l’ispettorato del Lavoro, al quale l’esponente pentastellata ha inviato un corposo dossier.

“Personale pagato pochi spiccioli all’ora con la scusa dei rimborsi spese, senza alcuna garanzia, alcuna assicurazione nè sicurezza. E un servizio salvavita affidato a personale non assunto costretto a lavorare anche 24 ore di fila. La risposta della Giunta regionale è preoccupante: per loro va bene così. Oltre che dimostrare grande incompetenza nel citare leggi di quasi 30 anni fa ormai superate. Invieremo una segnalazione all’Ispettorato del lavoro, perché avvii ispezioni in tutte le Asl e gli ospedali della Campania” aveva detto la Ciarambino in aula.

IL VIDEO (attendi 20 secondi per caricamento)

https://www.facebook.com/ValeriaCiarambino/videos/2141710052623822/