Skip to main content

Il boss Belforte vuole il computer in carcere. Dalla cucina agli studi, ecco le passioni del clan dietro le sbarre

Di 24 Maggio 2019Cronaca

Marcianise. Uno dei suoi successori, poi diventato pentito, Bruno Buttone si è dedicato ai fornelli coltivando dietro le sbarre la sua passione per la cucina. Il suo ex braccio destro Gino Trombetta, con un ergastolo davanti, ha deciso di laurearsi in Giurisprudenza: traguardo tagliato nel 2013. Tre anni dopo un altro pezzo da novanta dei Belforte, Giovanni Musone è diventato “Dottore” meno di tre anni fa, stavolta in Sociologia.

 

Si tratta di ex ras dei Mazzacane, uomini che hanno seminato il terrore e fatto scorrere tanto sangue negli anni della faida e che hanno ormai una detenzione pluridecennale, esattamente come il boss Domenico Belforte. Quest’ultimo, dal 2015 recluso a Sassari, è ormai da venti anni in carcere. Nella fase più recente della sua vita da detenuto, il 62enne capoclan sta sperimentando un nuovo hobby, quell’informatica: sta provando, infatti, a utilizzare il computer.

 

Per questo motivo aveva fatto richiesta al magistrato di sorveglianza di poter ottenere l’autorizzazione per usufruire per quattro ore al giorno il Pc. Il primo sì era arrivato a patto che il boss ne utilizzasse uno personale, ma alla successiva istanza è arrivato il no visto che l’istanza riguarda un computer dell’Amministrazione Penitenziaria. Così la difesa di Belforte si è rivolta addirittura alla Cassazione che però ha dichiarato inammissibile il ricorso. Le motivazioni sono state depositate in questi giorni e la Suprema Corte ha evidenziato la mancanza di un documento che attesti quale dispositivo possa essere adoperato.