Skip to main content

E’ entrato nel bar ubriaco con la pistola, li ha cercati ovunque poi l’incidente fatale

San Felice a Cancello/Polvica/Roccarainola.Questa mattina Ciro Bergamasco è stato interrogato in ospedale dal gip, dove è sempre piantonato e ricoverato in condizioni serie.

Emergono particolari ancora più inquietanti su quanto è accaduto sabato pomeriggio tra le frazioni Polvica e Cancello Scalo.
L’epilogo di questa terribile vicenda si è concluso con la morte di un onesto padre di famiglia di 40 anni che rientrava dall’ospedale, dove si trovava la moglie. Lui si stava recando a prendere i figli, Giovanni Lettieri di Roccarainola.

 

Ecco come si sono svolti i fatti: sembra un film

Ciro Bergamasco ha vissuto un pomeriggio di follia assoluta, trascorso quasi tutto nella frazione Polvica.
Si era fatto il giro di ben tre bar dove aveva consumato diversi bicchieri di grappa barricata e probabilmente anche altro, almeno a leggere gli esami tossicologici.
Il 26enne di Piazza Vecchia si trovava con due ragazzi della frazione Polvica tra i 27 e i 28 anni, due che lavorano nella stessa impresa di proprietà della famiglia del più grande.
Purtroppo ad un certo punto l’alcol ha prevalso e Bergamasco è diventato aggressivo ed intrattabile.
Tra i tre che erano assieme è scoppiata una lite, sono partite prima una serie di spinte, poi uno dei due di Polvica, esasperato, gli ha mollato uno schiaffone.

 

Ha cominciato con una mazza da baseball

 

A quel punto Bergamasco si è infuriato ancora di più ed è andato verso la sua Citroen e dal portabagagli ha estratto una mazza da baseball.
Con questa ha tentato di aggredire gli altri due, ma purtroppo gli è andata male, perché i suddetti si sono difesi benissimo e almeno in tre di loro lo hanno bloccato, disarmato e gli hanno assestato un paio di pugni in volto.
Bergamasco, che perdeva sangue dal naso, sentitosi umiliato, è quindi corso a casa e come abbiamo già raccontato, ha preso la pistola del padre carabiniere (non quella di ordinanza), legalmente detenuta e se l’è messa all’interno del calzino, tipo pistolero. Praticamente è come se l’avesse rubata, visto che l’ha prelevata dalla cassaforte.

 

Il rientro a Polvica li cercava per sparargli

Dopo pochi minuti è rientrato a Polvica per vendicarsi di quanto era accaduto, voleva sparare ad entrambi…
Entra nel bar e viene ripreso di spalle dalle telcamere, chiede dei due ragazzi, non li vede più e mostra la pistola ad almeno un paio di persone all’interno, diceva che la voleva usare…
Il proprietario e la barista prendono coscienza che è armato e che sta cercando gli altri per sparargli contro, ma Ciro lascia subito il bar e si mette alla ricerca del duo per tutta Polvica a bordo della sua auto.
Almeno una ventina di minuti avanti ed indietro con la sua Citroen, ma i due che gli avevano dato una lezione erano spariti. A quel punto stanco, con il volto tumefatto, in preda ai fumi dell’alcol si è deciso a rientrare ma purtroppo, poco più avanti verso Cancello, in quella maledetta curva del Mofita è andato dritto travolgendo la 600 del malcapitato Giovanni Lettieri.

 

Perchè non avete dato subito l’allarme?

 

Davvero inaccettabile quanto è accaduto, è morto un innocente, ma ci chiediamo: perchè se lo hanno visto armato nel bar non hanno chiamato il 112 e il 113?
Perchè non lo hanno segnalato alle forze dell’ordine? Bastava una telefonata per indicare la macchina con il soggetto armato e chissà lo avrebbero intercettato prima di percorrere quella curva.

 

Dovrebbero dichiarare il lutto cittadino

Pensiamo ai figli di Giovanni, che non rivedranno più il loro padre, alla moglie Maria, rimasta vedova così giovane, il tutto per una cazzata, perchè uno si è completamente ubriacato e ha perso la testa.
Davvero non ci sono parole, non è possibile morire così, ma poi Giovanni era bravo, benvoluto da tutti, un peccato di Dio, non è giusto, dovrebbero ricordarlo con il lutto cittadino, un piccolo gesto, doveroso per un ragazzo strappato alla vita nel modo più immondo possibile.