Impugna coltello contro responsabile associazione, assalitore di don Patriciello si salva ancora

CAIVANO. Terza sentenza favorevole nel giro di appena dieci giorni per Vittorio De Luca, 76enne di Caivano, coinvolto in diversi procedimenti giudiziari, tra cui quello relativo ai fatti che hanno interessato don Maurizio Patriciello. Questa volta a pronunciarsi è stato il Tribunale di Napoli Nord, Seconda Sezione Penale, nella persona del giudice monocratico Maria Giovanna Gallipoli, che ha dichiarato il non doversi procedere nei confronti dell’imputato per incapacità irreversibile di partecipare consapevolmente al giudizio.

Il procedimento riguardava un episodio avvenuto il 29 settembre 2023 a Caivano, quando De Luca, secondo l’accusa, avrebbe minacciato Bruno Mazza, responsabile di una associazione, impugnando un coltello da 15 centimetri, tentando di colpirlo e pronunciando ripetutamente minacce di morte.

Determinanti per la decisione sono risultate le valutazioni medico-legali del perito Luigi Comite Mascambruno, che ha accertato una grave patologia psichiatrica e l’impossibilità permanente dell’imputato di comprendere il significato del processo. Il giudice ha inoltre escluso la necessità di applicare misure di sicurezza, disponendo la confisca e la distruzione del coltello sequestrato.

A rappresentare De Luca è l’avvocato Gabriele Roberto Cerbo, del Foro di Santa Maria Capua Vetere, che esprime soddisfazione per il nuovo pronunciamento.

«Siamo soddisfatti per l’esito favorevole del processo e fiduciosi per il futuro. Progressivamente, nelle sedi competenti, sta emergendo la realtà dei fatti», sottolinea il legale.

La difesa annuncia inoltre che le tre recenti decisioni giudiziarie saranno valorizzate nei motivi d’appello contro la condanna a tre anni di reclusione relativa alla vicenda di don Maurizio Patriciello.

Secondo l’avvocato Cerbo, gli accertamenti peritali assumono particolare rilevanza anche alla luce dell’ampia esposizione mediatica riservata agli episodi contestati al suo assistito.

La sentenza, depositata il 5 novembre, rappresenta dunque un ulteriore elemento sul quale la difesa intende costruire la propria strategia giudiziaria. Va precisato che il proscioglimento deriva dall’incapacità processuale dell’imputato e non da un accertamento della sua innocenza nel merito.

 

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