Scommesse e poker, clan fa la voce grossa: ai boss il 40% dei guadagni

CASAL DI PRINCIPE. Una rete di locali, una piattaforma informatica e una quota dei guadagni destinata alle casse dei Casalesi. È il sistema al centro del processo sul presunto monopolio del poker online nel Casertano, durante il quale sono stati ascoltati i collaboratori di giustizia Luigi Tartarone e Massimo Iovine.

Davanti alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Sergio Enea, Tartarone ha ricostruito i rapporti di Angelo Russo, detto Schiaffino, con diversi esponenti della cosca. Il collaboratore ha raccontato di avergli chiesto un contributo per il clan e di aver ricevuto come risposta il riferimento alla società con Enrico Martinelli, indicato come referente del gruppo Iovine per le scommesse.

Tartarone, incaricato delle richieste estorsive soprattutto a Villa Literno, avrebbe successivamente interrotto le visite a Russo su indicazione di Raffaele Bidognetti: secondo il racconto, le quote arrivavano già all’organizzazione. Il pentito ha inoltre descritto un progressivo avvicinamento di Russo a differenti articolazioni dei Casalesi, legato alla convenienza economica.

Massimo Iovine ha invece riferito quanto appreso da Alfonso Cacciapuoti durante la comune detenzione a Poggioreale. Cacciapuoti gli avrebbe parlato di sale scommesse aperte a Villa Literno e Cassino insieme a Martinelli, Mario e Angelo Russo. Secondo Iovine, i versamenti dei Russo sarebbero derivati da interessi condivisi con il clan, anziché da imposizioni estorsive.

L’inchiesta della Dda di Napoli riguarda fatti compresi tra il 2008 e il 2013. Al centro figura Dollarpoker.com, piattaforma che, secondo l’accusa, Luigi Tancredi, giudicato separatamente, avrebbe organizzato attraverso una struttura nazionale articolata in livelli: National, Regional, Distretti e Club Manager.

L’accordo contestato prevedeva il versamento al clan del 40% dei profitti, destinati anche al sostegno di detenuti, affiliati e familiari. La ricostruzione accusatoria attribuisce inoltre alla Trust srl di Aversa un ruolo operativo nella gestione del gioco e nella raccolta degli incassi.

Sotto processo figurano Vittorio Alfiero, Massimo Di Caterino, Angelo Russo, Mario Russo, Ciro Salzillo, Massimo Turco e Antimo Verde. Le contestazioni comprendono, a vario titolo, associazione finalizzata alla gestione illecita del poker online e concorrenza sleale aggravata dall’agevolazione mafiosa. Le responsabilità individuali restano da accertare in giudizio.

Secondo il calendario riportato, il dibattimento riprenderà a febbraio con un’udienza davanti al collegio sammaritano.

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