Caserta, movida violenta in centro: dopo la rissa di Halloween si chiede un cambio di strategia

Dopo gli episodi in via Mazzini si confrontano Confcommercio e residenti. Ciaramella: «È un problema culturale». Di Costanzo: «Bisogna prevenire»

Caserta. La movida torna al centro del dibattito cittadino dopo la rissa scoppiata nella notte di Halloween in via Mazzini. Un episodio che riporta l’attenzione sulla sicurezza nel centro storico, dove il divertimento notturno continua a convivere con le preoccupazioni dei residenti per schiamazzi, comportamenti violenti e difficoltà nella gestione degli spazi pubblici.

La discussione coinvolge due realtà che osservano il fenomeno da prospettive differenti, ma che concordano sulla necessità di affrontare il problema. Da una parte gli esercenti, rappresentati da Alfonso Ciaramella, delegato di Confcommercio per la movida; dall’altra i residenti, attraverso Rosi Di Costanzo, presidente del Comitato per la vivibilità cittadina.

Al centro del confronto non c’è soltanto la richiesta di maggiori controlli, ma soprattutto la necessità di individuare strumenti più efficaci per evitare che situazioni di tensione degenerino in episodi di violenza.

La posizione di Confcommercio: «La rissa dopo la chiusura dei locali»

Ciaramella invita innanzitutto a distinguere la gestione delle attività commerciali dagli episodi che si verificano quando i locali hanno già terminato il servizio.

Secondo la sua ricostruzione, la rissa di via Mazzini è avvenuta intorno alle 2.30, quando la maggior parte degli esercizi aveva già abbassato le saracinesche. Un elemento che, nella sua valutazione, cambia la lettura di quanto accaduto e rende difficile attribuire agli esercenti responsabilità dirette.

«Che cosa possiamo fare in questi casi? Poco o nulla, come dimostrano anche le telecamere e degli stessi locali», osserva il delegato di Confcommercio. Ciaramella riconosce comunque la necessità di una collaborazione costante con le istituzioni e respinge l’idea che il centro storico sia lasciato senza controlli.

«Stanno facendo un lavoro straordinario, non è vero che non ci sono controlli», afferma, sottolineando l’impegno delle forze impegnate nella vigilanza del territorio. La sua analisi si sposta quindi su un problema che, a suo giudizio, non può essere risolto intervenendo esclusivamente sugli orari delle attività commerciali. «La malamovida c’entra poco. È un problema culturale».

I residenti chiedono più prevenzione

Una posizione che Rosi Di Costanzo condivide soltanto in parte. La presidente del Comitato per la vivibilità cittadina riconosce la dimensione sociale e culturale del disagio giovanile, ma ritiene che questa spiegazione non possa diventare un motivo per ridurre gli interventi.

«Il problema è certamente culturale, ma questo non può significare che possiamo fare poco o nulla. Il cambio di strategia che chiediamo è proprio questo: prevenire anziché intervenire quando qualcuno è già rimasto ferito».

Per i residenti, infatti, la sicurezza deve essere affrontata anche attraverso una programmazione preventiva delle serate più delicate. La notte di Halloween, caratterizzata dalla presenza di numerosi giovanissimi, avrebbe richiesto particolare attenzione nell’organizzazione e nella gestione delle aree maggiormente frequentate.

«Se il disordine avviene alle 2.30, occorre saper gestire anche ciò che accade dopo la chiusura dei locali. Serate come Halloween vanno organizzate prima, con presidi e attenzione ai tanti giovanissimi presenti», sottolinea Di Costanzo.

Il tema, dunque, riguarda anche ciò che accade nelle strade e nelle piazze quando le attività commerciali chiudono. La concentrazione di ragazzi negli spazi pubblici, soprattutto durante ricorrenze particolari, richiede secondo il Comitato un’organizzazione capace di prevenire situazioni di rischio.

Sicurezza, una responsabilità che riguarda tutta la città

La presidente del Comitato precisa inoltre che le critiche non sono rivolte alle forze dell’ordine, il cui impegno viene riconosciuto. La richiesta riguarda piuttosto il coinvolgimento delle istituzioni e una maggiore capacità di coordinamento nella gestione della vita cittadina.

La sicurezza, nella prospettiva dei residenti, non può essere affidata esclusivamente alle pattuglie e agli interventi successivi agli episodi di violenza. Servono programmazione, prevenzione e iniziative rivolte soprattutto ai più giovani.

Il confronto dopo Halloween evidenzia così una questione che va oltre la singola rissa. Da un lato gli esercenti chiedono di non confondere le responsabilità dei locali con comportamenti che si verificano dopo la chiusura; dall’altro i residenti sollecitano una strategia più ampia, capace di intervenire prima che il disagio si trasformi in violenza.

Una sfida che riguarda il futuro del centro storico di Caserta: garantire il diritto al divertimento senza compromettere la tranquillità di chi vive quotidianamente la città.

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