Blitz in un deposito di sottoprodotti animali: sigilli ai capannoni e titolare denunciato

Sangue animale nel piazzale, ossa e grasso accumulati nel capannone: sequestrata l’attività in località Scafatella. Il titolare denunciato

Afragola. Sangue animale ristagnante vicino alle grate del piazzale e un ingente accumulo di ossa e grasso appoggiato sul pavimento di un capannone. È quanto hanno trovato gli agenti della Polizia Locale di Afragola durante un controllo in località Scafatella, nei pressi del centro commerciale. L’intervento si è concluso con il sequestro dell’attività di intermediazione di sottoprodotti di origine animale, dei capannoni e dell’area annessa. Il titolare è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità giudiziaria.

Il controllo della Polizia Locale con Asl e Arpac

L’ispezione rientra nei servizi di contrasto alle violazioni ambientali condotti dal comando diretto dal dirigente e comandante, colonnello Antonio Piricelli. Al sopralluogo hanno partecipato anche personale dell’Asl e dell’Arpac, intervenuto a supporto delle verifiche sulle condizioni della struttura e sulle modalità di svolgimento dell’attività.

Gli accertamenti hanno interessato un complesso composto da un piazzale destinato alla sosta dei veicoli e alle operazioni di movimentazione tecnica, un capannone utilizzato per il deposito temporaneo dei sottoprodotti animali e alcuni uffici.

Sangue, ossa e grasso: le irregolarità riscontrate

Proprio nell’area esterna, secondo quanto riferito dalla Polizia Locale, è stata riscontrata una notevole quantità di sangue animale accumulata in prossimità delle grate. All’interno del capannone, invece, gli operatori hanno rilevato la presenza di ossa e grasso animale direttamente a contatto con il suolo: un quantitativo stimato, in via presuntiva, in circa trenta metri cubi.

Durante il controllo sono state inoltre rilevate l’assenza di nebulizzatori e la mancanza di un portellone a chiusura stagna nel locale destinato al deposito dei materiali.

Alle verifiche sul posto si sono aggiunti gli accertamenti documentali. Da questi ultimi, stando alla ricostruzione del comando, è emerso che l’attività operava senza le autorizzazioni ambientali previste per lo scarico delle acque reflue nella rete fognaria.

Sequestro dell’attività e denuncia del titolare

Le irregolarità contestate hanno portato gli agenti a procedere al sequestro di polizia giudiziaria dell’attività e degli spazi utilizzati, comprendendo sia le strutture coperte sia l’area esterna.

La posizione del titolare è stata quindi sottoposta all’Autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza. Il controllo si inserisce nell’attività di vigilanza ambientale sul territorio cittadino, con particolare attenzione alla tutela della salute dei residenti, dell’igiene e della sanità pubblica. Le responsabilità connesse alle violazioni contestate dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

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