
AVERSA. Un controllo alla circolazione, una pattuglia impegnata nella vigilanza sulle strade e un ragazzo in scooter. Una verifica di routine si è trasformata in un accertamento più approfondito, che ha portato all’arresto di un diciassettenne. È accaduto nella tarda serata di ieri, 30 ottobre, ad Aversa: il minorenne è accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
A fermarlo sono stati i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Aversa, durante un controllo al ciclomotore Piaggio Liberty sul quale viaggiava. Le verifiche svolte sul posto hanno consentito di trovare 88,70 grammi di hashish e 540 euro in contanti. Quantità e somma che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbero essere riconducibili a un’attività di spaccio.
Per il ragazzo, residente nell’agro aversano, sono scattati l’arresto in flagranza e il sequestro della sostanza e del denaro. La droga è stata presa in carico dai militari e custodita in attesa del conferimento all’Ufficio Corpi di Reato. I contanti, invece, saranno depositati su un libretto giudiziario.
Dopo gli adempimenti previsti, il diciassettenne è stato accompagnato al Centro di Prima Accoglienza di Napoli Colli Aminei, dove è rimasto a disposizione dell’Autorità giudiziaria minorile. Quest’ultima è stata informata dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Aversa.
Il controllo è avvenuto nell’ambito dei servizi per la sicurezza stradale e la prevenzione dei reati. Gli accertamenti hanno riguardato il giovane e il mezzo, consentendo ai militari di ricostruire gli elementi emersi durante l’intervento di routine.
L’episodio richiama l’attenzione sul coinvolgimento dei giovanissimi nel fenomeno dello spaccio e sul ruolo dei controlli capillari svolti dall’Arma sul territorio. In questo caso, un’attività ordinaria di vigilanza ha consentito ai militari di rilevare una situazione sospetta e di approfondire gli accertamenti, fino al rinvenimento della droga e del denaro e all’arresto del minorenne.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per il ragazzo coinvolto vale il principio della presunzione di non colpevolezza: la sua eventuale responsabilità potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.

